Sui sentieri della spiritualità
martedì 2 giugno 2026
Lui con me
Cammino
Quante cose sono accadute... quanto tempo è passato dall'ultimo post in questo blog. Siamo già a metà del 2026, tutto sommato i problemi si sono parzialmente risolti, o almeno non hanno preso pieghe drammatiche.
Mia mamma si è ammalata di cancro, io che già non brillavo di forza, mi sono ritrovata a lottare, ad accompagnarla lungo la salita di questo Calvario. Era quasi stato più facile quando sono stata colpito dal mio grave incidente del 2021 di cui ancora porto le conseguenze.
Ad un certo punto venerdì 30 maggio 2025, tutto ha preso una piega inaspettata, a tratti drammatica. Mi sono aggrappata alla preghiera in modo costante, ho dimenticato la stanchezza di un anno intero e i problemi di un certo spessore a lavoro. Accettare di accompagnare una persona lungo il Calvario, non sapendo cosa potrà accadere, richiede una forza estrema e un abbandono all'ignoto, alla cosa peggiore che potrebbe accadre... è stato uno tsunami che non ci ha travolte, accaduto in un momento di vulnerabilità fisica e spirituale, eppure Dio mi ha dato la capacità di credere all'impossibile, che poi è capitato davvero. Quando mi svegliavo nel cuore della notte, mi rivolgevo a Dio domandandogli la grazia di guarire mia mamma... e l'ho ottenuta! Dio mi ha ricolmato di grandi grazie, ho toccato l'onnipotenza di Dio. Il 2025 è stato un anno davvero difficile, ma non impossibile. Mi sono ritrovata nel 2026 ad affrontare gli stessi problemi al lavoro... ma di fronte alla vita tutto perde valore e si colloca nella giusta dimensione.
venerdì 18 aprile 2025
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Quante volte questa domanda ha echeggiato nel nostro spirito, così drammatica, così piena di significato, di sgomento assoluto...! "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
È un versetto di un salmo, è l'esclamazione di Gesù sulla croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Quante volte ci siamo guardati attorno disperati, cercando un conforto, mentre il nostro spirito affondava, sempre di più, nella melma del dolore!
Chiunque si è trovato in momenti di sofferenza profonda, momenti in cui il buio ha attraversato l'anima fin nella sua essenza, lasciandola in un deserto inanimato e avvolto da un silenzio sconvolgente, anche i santi. A volte la sofferenza piomba nella vita sconvolgendola, togliendoti certezze o creando grande insicurezza riguardo al futuro.
In seguito, l'anima, sanguinante, alza gli occhi al cielo in cerca di un conforto, in cerca di quel Dio che spesso ha invocato e che in quel momento sembra totalmente assente... Non c'è più, non c'è nemmeno nel sussurro del vento: tutto attorno sembra spegnersi e lentamente svanire come un lumicino che perde piano piano il suo vigore: il fisico che sente che le forze lo stanno abbandonando; la gente che insulta, che storce le labbra e non comprende; un silenzio irreale che inghiotte tutto e le fauci del nulla lentamente ingoiano lo spirito e il corpo che gradatamente muoiono...
Ma ecco che Gesù alza lo sguardo in un ultimo abbraccio all'Umanità ferita: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". E dopo aver spirato, ecco un terremoto possente che fa fremere gli inferi.
Quando tutto sembra perduto, nella sofferenza più profonda, nell'abbandono di tutto e di tutti, nella solitudine che urla più di ogni altra cosa la sua agonia, Gesù consegna il suo spirito al Padre. Giuda lo aveva consegnato agli uomini per ucciderlo e Gesù si consegna al Padre. È la Pasqua, è un passare da uno stato all'altro... e Dio richiude le acque del Mar Rosso travolgendo l'inferno e chi aveva voluto il male di Gesù, e lo Spirito del Suo diletto Figlio si ricongiunge finalmente a Lui, perché le scritture sono compiute, perché tutto ormai è completo.
Anche nella nostra esperienza, quando tutto sembra essere perduto, quando un terremoto scuote profondamente la nostra vita, e abbiamo il coraggio di consegnare il nostro spirito al Padre, il Mar Rosso si richiude e travolge le nostre paure, le nostre sofferenze e il nostro spirito si perde nel Padre.
"Padre, nelle tue mani affido il mio spirito".
sabato 15 marzo 2025
Quaresima
Finalmente Quaresima... il momento dedicato alla preghiera, alla riflessione... almeno, così ho pensato quando si stava avvicinando il mercoledì delle ceneri. E invece cosa è capitato?
Un delirio... tra salute e lavoro hanno fatto a gara per non farmi andare a messa, oppure a non avere nemmeno il tempo di pregare in santa pace. È quella strada che non avevo pensato di percorrere, ma è quella che Dio mi ha messo davanti: quella accidentata, completamente diversa da come me la ero prospettata, eppure quella che Lui ha scelto per me. Allora è difficile accettare completamente quella strada, soprattutto quando era l'opposto quella immaginata. Procediamo, anche se è dura...
mercoledì 15 gennaio 2025
Ricordando
Ieri sera, poco dopo le 20, nella via dove abito c'è stato un incidente mortale. La cosa stranissima è che ieri si è ripetuta una certa dinamica di avvenimenti e pensieri dell'anno in cui accadde l'incidente a me. Quella sera dovevo rientrare a lavoro e non volevo, sentivo un'angoscia e una ritrosia marcate, ma ero andata ugualmente e purtroppo ho subito quell'incidente stradale grave dal quale, nonostante i traumi gravi, mi sono salvata.
Anche ieri dovevo rientrare a lavoro nel pomeriggio e mi ha afferrato la stessa angoscia e ritrosia di quell'anno e il ricordo dell'incidente mi ha assalito fortissimo. Alla fine, al lavoro, ho dimenticato tutto e sono rientrata a casa illesa. Purtroppo non è stato così per il centauro che, poco più su del punto in cui era accaduto a me, ha scontrato una macchina che procedeva in senso inverso e nell'impatto ha perso la vita. Tale avvenimento mi ha scosso profondamente, ho pregato tanto per lui, ma ho faticato non poco a prendere sonno. Che tragedia! Dio ci chiama quando meno ce lo aspettiamo, non sappiamo né l'ora né il giorno. Dobbiamo essere vigilanti e assaporare la vita in ogni suo istante, anche quello più difficile. La vita è un dono, ci è stata prestata e non dobbiamo sciuparla. Dio potrebbe chiamarci in ogni istante.
domenica 12 gennaio 2025
Lo Spirito Santo
Oggi c'è molto freddo sebbene splenda il sole. Oggi è la festa del Battesimo del Signore. Si conclude, così, il tempo di Natale.
Sono andata a messa presto dicendo il Rosario per strada e nel mio spirito sono accadute tante cose. Mi sento felice, tranquilla, con il cuore pieno di pace. I ricordi riaffioravano nella mia mente seguendo il ritmo della liturgia e delle letture. Durante la consacrazione del pane e del vino, ho risentito, come tantissimo tempo fa, la presenza dell'infinito. La mia mente, allora, è tornata indietro nel tempo, quando nel lontano ottobre del 1994 sentii la presenza tangibile di Gesù e la forza del Suo Spirito. Era l'infinito che io cercavo e avevo compreso, con la grazia dello Spirito Santo, che era racchiuso nella natura, nel mio cuore, nell'Ostia che diventava Corpo e Sangue di Cristo. L'infinito racchiudeva il concetto di vita eterna e il mio cuore si era dilatato alla presenza del Signore. Che gioia! Tutto, la vita, ciò che accadeva di bene e di male, gli incontri, avevano un significato profondo, infinito, gioioso. Ed è proprio così, ogni giorno accade ciò che abbiamo celebrato nel Santo Natale e con il Battesimo di Gesù: l'Infinito si china sulla realtà limitata del mondo e la trasforma definitivamente.
martedì 31 dicembre 2024
Natale e Capodanno, tuffo nel passato e nel presente
Oggi è una giornata bigia, ma tranquilla, senza vento.
È il quarto Natale che passo nella mia casetta. Nella prima domenica di Avvento ho preparato l'albero e il presepe. Ci sono stati dei momenti che ho assaporato quella gioia genuina che solo l'esperienza spirituale può donare.
La città si è illuminata, si è rivestita a festa. A Natale c'è sempre un clima particolare. Le giornate sono corte, il sole ha fretta di nascondersi dietro l'orizzonte del mare e quel buio mi dona tanta pace, mi riporta a momenti lontani, a momenti che non si possono più rivivere, perché alcune persone non ci sono più.
Sono ricordi genuini, che donano pace e gioia. Mi riporta alle serate passate da una conoscente in corso Sardegna. La macchina correva squarciando il buio con i suoi fanali. A volte l'asfalto brillava per la pioggia e rifletteva come uno specchio vacuo, difettoso, le luci delle illuminazioni delle strade. Dicembre era un mese speciale, talvolta regalava i brividi sotto il cappotto, regalava giornate umide, fredde e buie che si potevano contemplare attraverso il rettangolo dei finestrini dell'auto e della scuola. Il cielo era talmente adombrato, scuro, che in aula si doveva accendere la luce, perché altrimenti non si vedeva nulla. Sembrava che la notte avesse fretta di scendere e inglobare tutto nel suo colore viola: i palazzi e gli alberi scomparivano lentamente sotto questo telo scuro. Il giorno dell'Immacolata a casa mia era una grande festa. Mio padre andava nel sottoscala e prendeva le scatole contenenti l'albero, il presepe e tutti gli addobbi di Natale. Tra le palline, facevano capolino i lavoretti e i biglietti che preparavamo a scuola. Avevano un odore buono, particolare, e un colore singolare. Tutto brillava dentro quelle scatole che piano piano si svuotavano. Finalmente l'Albero prendeva il suo posto sul tavolino della cucina. I suoi lunghi capelli d'angelo argentati invitavano i gatti a fare le loro marachelle. Quando ero piccola, sotto l'Albero non appariva nulla se non il 24 dicembre, quando tornavamo dalla messa di mezzanotte. Noi donne andavamo a messa insieme ai conoscenti, qualche volta anche gli uomini si univano a noi. Per me era un momento speciale quello, faticoso, ma speciale. Ormai il buio aveva ingoiato completamente la città, ma lo scampanio felice delle campane delle chiese, squarciava il silenzio. Ci accoglieva sempre il silenzio della chiesa e nell'aria si percepiva il momento trepidante dell'attesa e, quando finalmente le campane risuonavano, la mia domanda si faceva pressante: "Gesù Bambino è nato?". Ricordo che ci credevo davvero e la mia fede infantile non lasciava spazio ai dubbi. Per me quello era il momento in cui Gesù Bambino nasceva e sapevo che ogni anno si ripeteva il grande miracolo. Natale era davvero giunto e non era solamente regali, era la gioia di una Nascita attesa, di un miracolo che mi piaceva contemplare ogni anno. Dopo la Santa Messa era tempo di ritornare a casa. Gli occhi erano ormai spalancati dallo stupore e adesso c'era il momento dell'apertura dei regali. Per me li portava sempre Gesù Bambino.
Da quelle scatole che giacevano nel sottoscala, usciva anche il Presepe con le sue numerose statuine e prendeva posto nel corridoio dell'ingresso. Mentre l'albero veniva allestito da noi bambine e nulla veniva ritoccato dagli adulti, il Presepe era un'arte. Quando riponevamo le statuine prendevano vita e si ripercorreva la storia della Natività... sempre... ed erano gli adulti, poi, a riporre bene le statuine quando noi sbagliavamo, perché quella era una cosa seria...
Dopo Natale, ecco Capodanno! Si aspettava con trepidazione il Nuovo Anno: lo guardavo con curiosità, ma salutavo quello Vecchio con tanta nostalgia... Mi chiedevo se gli altri avessero la mia stessa sensazione.... chissà!
Ho conservato questa sensazione lungo gli anni; Natale è sempre la mia festa preferita e saluto il vecchio sempre con molta nostalgia...


