martedì 16 giugno 2026
Dopo il sogno
martedì 2 giugno 2026
Lui con me
Cammino
Quante cose sono accadute... quanto tempo è passato dall'ultimo post in questo blog. Siamo già a metà del 2026, tutto sommato i problemi si sono parzialmente risolti, o almeno non hanno preso pieghe drammatiche.
Mia mamma si è ammalata di cancro, io che già non brillavo di forza, mi sono ritrovata a lottare, ad accompagnarla lungo la salita di questo Calvario. Era quasi stato più facile quando sono stata colpito dal mio grave incidente del 2021 di cui ancora porto le conseguenze.
Ad un certo punto venerdì 30 maggio 2025, tutto ha preso una piega inaspettata, a tratti drammatica. Mi sono aggrappata alla preghiera in modo costante, ho dimenticato la stanchezza di un anno intero e i problemi di un certo spessore a lavoro. Accettare di accompagnare una persona lungo il Calvario, non sapendo cosa potrà accadere, richiede una forza estrema e un abbandono all'ignoto, alla cosa peggiore che potrebbe accadre... è stato uno tsunami che non ci ha travolte, accaduto in un momento di vulnerabilità fisica e spirituale, eppure Dio mi ha dato la capacità di credere all'impossibile, che poi è capitato davvero. Quando mi svegliavo nel cuore della notte, mi rivolgevo a Dio domandandogli la grazia di guarire mia mamma... e l'ho ottenuta! Dio mi ha ricolmato di grandi grazie, ho toccato l'onnipotenza di Dio. Il 2025 è stato un anno davvero difficile, ma non impossibile. Mi sono ritrovata nel 2026 ad affrontare gli stessi problemi al lavoro... ma di fronte alla vita tutto perde valore e si colloca nella giusta dimensione.
venerdì 18 aprile 2025
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Quante volte questa domanda ha echeggiato nel nostro spirito, così drammatica, così piena di significato, di sgomento assoluto...! "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
È un versetto di un salmo, è l'esclamazione di Gesù sulla croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Quante volte ci siamo guardati attorno disperati, cercando un conforto, mentre il nostro spirito affondava, sempre di più, nella melma del dolore!
Chiunque si è trovato in momenti di sofferenza profonda, momenti in cui il buio ha attraversato l'anima fin nella sua essenza, lasciandola in un deserto inanimato e avvolto da un silenzio sconvolgente, anche i santi. A volte la sofferenza piomba nella vita sconvolgendola, togliendoti certezze o creando grande insicurezza riguardo al futuro.
In seguito, l'anima, sanguinante, alza gli occhi al cielo in cerca di un conforto, in cerca di quel Dio che spesso ha invocato e che in quel momento sembra totalmente assente... Non c'è più, non c'è nemmeno nel sussurro del vento: tutto attorno sembra spegnersi e lentamente svanire come un lumicino che perde piano piano il suo vigore: il fisico che sente che le forze lo stanno abbandonando; la gente che insulta, che storce le labbra e non comprende; un silenzio irreale che inghiotte tutto e le fauci del nulla lentamente ingoiano lo spirito e il corpo che gradatamente muoiono...
Ma ecco che Gesù alza lo sguardo in un ultimo abbraccio all'Umanità ferita: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". E dopo aver spirato, ecco un terremoto possente che fa fremere gli inferi.
Quando tutto sembra perduto, nella sofferenza più profonda, nell'abbandono di tutto e di tutti, nella solitudine che urla più di ogni altra cosa la sua agonia, Gesù consegna il suo spirito al Padre. Giuda lo aveva consegnato agli uomini per ucciderlo e Gesù si consegna al Padre. È la Pasqua, è un passare da uno stato all'altro... e Dio richiude le acque del Mar Rosso travolgendo l'inferno e chi aveva voluto il male di Gesù, e lo Spirito del Suo diletto Figlio si ricongiunge finalmente a Lui, perché le scritture sono compiute, perché tutto ormai è completo.
Anche nella nostra esperienza, quando tutto sembra essere perduto, quando un terremoto scuote profondamente la nostra vita, e abbiamo il coraggio di consegnare il nostro spirito al Padre, il Mar Rosso si richiude e travolge le nostre paure, le nostre sofferenze e il nostro spirito si perde nel Padre.
"Padre, nelle tue mani affido il mio spirito".
sabato 15 marzo 2025
Quaresima
Finalmente Quaresima... il momento dedicato alla preghiera, alla riflessione... almeno, così ho pensato quando si stava avvicinando il mercoledì delle ceneri. E invece cosa è capitato?
Un delirio... tra salute e lavoro hanno fatto a gara per non farmi andare a messa, oppure a non avere nemmeno il tempo di pregare in santa pace. È quella strada che non avevo pensato di percorrere, ma è quella che Dio mi ha messo davanti: quella accidentata, completamente diversa da come me la ero prospettata, eppure quella che Lui ha scelto per me. Allora è difficile accettare completamente quella strada, soprattutto quando era l'opposto quella immaginata. Procediamo, anche se è dura...
mercoledì 15 gennaio 2025
Ricordando
Ieri sera, poco dopo le 20, nella via dove abito c'è stato un incidente mortale. La cosa stranissima è che ieri si è ripetuta una certa dinamica di avvenimenti e pensieri dell'anno in cui accadde l'incidente a me. Quella sera dovevo rientrare a lavoro e non volevo, sentivo un'angoscia e una ritrosia marcate, ma ero andata ugualmente e purtroppo ho subito quell'incidente stradale grave dal quale, nonostante i traumi gravi, mi sono salvata.
Anche ieri dovevo rientrare a lavoro nel pomeriggio e mi ha afferrato la stessa angoscia e ritrosia di quell'anno e il ricordo dell'incidente mi ha assalito fortissimo. Alla fine, al lavoro, ho dimenticato tutto e sono rientrata a casa illesa. Purtroppo non è stato così per il centauro che, poco più su del punto in cui era accaduto a me, ha scontrato una macchina che procedeva in senso inverso e nell'impatto ha perso la vita. Tale avvenimento mi ha scosso profondamente, ho pregato tanto per lui, ma ho faticato non poco a prendere sonno. Che tragedia! Dio ci chiama quando meno ce lo aspettiamo, non sappiamo né l'ora né il giorno. Dobbiamo essere vigilanti e assaporare la vita in ogni suo istante, anche quello più difficile. La vita è un dono, ci è stata prestata e non dobbiamo sciuparla. Dio potrebbe chiamarci in ogni istante.
domenica 12 gennaio 2025
Lo Spirito Santo
Oggi c'è molto freddo sebbene splenda il sole. Oggi è la festa del Battesimo del Signore. Si conclude, così, il tempo di Natale.
Sono andata a messa presto dicendo il Rosario per strada e nel mio spirito sono accadute tante cose. Mi sento felice, tranquilla, con il cuore pieno di pace. I ricordi riaffioravano nella mia mente seguendo il ritmo della liturgia e delle letture. Durante la consacrazione del pane e del vino, ho risentito, come tantissimo tempo fa, la presenza dell'infinito. La mia mente, allora, è tornata indietro nel tempo, quando nel lontano ottobre del 1994 sentii la presenza tangibile di Gesù e la forza del Suo Spirito. Era l'infinito che io cercavo e avevo compreso, con la grazia dello Spirito Santo, che era racchiuso nella natura, nel mio cuore, nell'Ostia che diventava Corpo e Sangue di Cristo. L'infinito racchiudeva il concetto di vita eterna e il mio cuore si era dilatato alla presenza del Signore. Che gioia! Tutto, la vita, ciò che accadeva di bene e di male, gli incontri, avevano un significato profondo, infinito, gioioso. Ed è proprio così, ogni giorno accade ciò che abbiamo celebrato nel Santo Natale e con il Battesimo di Gesù: l'Infinito si china sulla realtà limitata del mondo e la trasforma definitivamente.
martedì 31 dicembre 2024
Natale e Capodanno, tuffo nel passato e nel presente
Oggi è una giornata bigia, ma tranquilla, senza vento.
È il quarto Natale che passo nella mia casetta. Nella prima domenica di Avvento ho preparato l'albero e il presepe. Ci sono stati dei momenti che ho assaporato quella gioia genuina che solo l'esperienza spirituale può donare.
La città si è illuminata, si è rivestita a festa. A Natale c'è sempre un clima particolare. Le giornate sono corte, il sole ha fretta di nascondersi dietro l'orizzonte del mare e quel buio mi dona tanta pace, mi riporta a momenti lontani, a momenti che non si possono più rivivere, perché alcune persone non ci sono più.
Sono ricordi genuini, che donano pace e gioia. Mi riporta alle serate passate da una conoscente in corso Sardegna. La macchina correva squarciando il buio con i suoi fanali. A volte l'asfalto brillava per la pioggia e rifletteva come uno specchio vacuo, difettoso, le luci delle illuminazioni delle strade. Dicembre era un mese speciale, talvolta regalava i brividi sotto il cappotto, regalava giornate umide, fredde e buie che si potevano contemplare attraverso il rettangolo dei finestrini dell'auto e della scuola. Il cielo era talmente adombrato, scuro, che in aula si doveva accendere la luce, perché altrimenti non si vedeva nulla. Sembrava che la notte avesse fretta di scendere e inglobare tutto nel suo colore viola: i palazzi e gli alberi scomparivano lentamente sotto questo telo scuro. Il giorno dell'Immacolata a casa mia era una grande festa. Mio padre andava nel sottoscala e prendeva le scatole contenenti l'albero, il presepe e tutti gli addobbi di Natale. Tra le palline, facevano capolino i lavoretti e i biglietti che preparavamo a scuola. Avevano un odore buono, particolare, e un colore singolare. Tutto brillava dentro quelle scatole che piano piano si svuotavano. Finalmente l'Albero prendeva il suo posto sul tavolino della cucina. I suoi lunghi capelli d'angelo argentati invitavano i gatti a fare le loro marachelle. Quando ero piccola, sotto l'Albero non appariva nulla se non il 24 dicembre, quando tornavamo dalla messa di mezzanotte. Noi donne andavamo a messa insieme ai conoscenti, qualche volta anche gli uomini si univano a noi. Per me era un momento speciale quello, faticoso, ma speciale. Ormai il buio aveva ingoiato completamente la città, ma lo scampanio felice delle campane delle chiese, squarciava il silenzio. Ci accoglieva sempre il silenzio della chiesa e nell'aria si percepiva il momento trepidante dell'attesa e, quando finalmente le campane risuonavano, la mia domanda si faceva pressante: "Gesù Bambino è nato?". Ricordo che ci credevo davvero e la mia fede infantile non lasciava spazio ai dubbi. Per me quello era il momento in cui Gesù Bambino nasceva e sapevo che ogni anno si ripeteva il grande miracolo. Natale era davvero giunto e non era solamente regali, era la gioia di una Nascita attesa, di un miracolo che mi piaceva contemplare ogni anno. Dopo la Santa Messa era tempo di ritornare a casa. Gli occhi erano ormai spalancati dallo stupore e adesso c'era il momento dell'apertura dei regali. Per me li portava sempre Gesù Bambino.
Da quelle scatole che giacevano nel sottoscala, usciva anche il Presepe con le sue numerose statuine e prendeva posto nel corridoio dell'ingresso. Mentre l'albero veniva allestito da noi bambine e nulla veniva ritoccato dagli adulti, il Presepe era un'arte. Quando riponevamo le statuine prendevano vita e si ripercorreva la storia della Natività... sempre... ed erano gli adulti, poi, a riporre bene le statuine quando noi sbagliavamo, perché quella era una cosa seria...
Dopo Natale, ecco Capodanno! Si aspettava con trepidazione il Nuovo Anno: lo guardavo con curiosità, ma salutavo quello Vecchio con tanta nostalgia... Mi chiedevo se gli altri avessero la mia stessa sensazione.... chissà!
Ho conservato questa sensazione lungo gli anni; Natale è sempre la mia festa preferita e saluto il vecchio sempre con molta nostalgia...
martedì 23 luglio 2024
Carità
Ieri, vedendo il film sul 28 su Sant'Antonio Maria Claret, ho riflettuto su me stessa... Come vorrei testimoniare Cristo agli ultimi, avere carità verso il prossimo come l'aveva lui! Mi sono profondamente commossa, anche perché il film ha dimostrato come tanti schiavi venivano trattati in modo disumano, fino ad essere impiccati per intimidire Claret e quindi desistere nella sua opera di carità. I santi danno fastidio, interrogano, scuotono le coscienze. Sono convinta che bisognerebbe vedere molti più film di questo genere che mostrino che si può vivere la vita in modo differente, dandole un significato sublime. E mi sono sentita chiamata in causa anch'io. Che desiderio profondo di imitarlo!
Certamente il cammino di santità non è facile, ma come diceva il vangelo di oggi, senza di Lui non possiamo far nulla. Egli mi donerà la grazia per diventare santa, per testimoniare Gesù nella mia vita. Capisco che è opportuno crescere in contemporanea sia umanamente che spiritualmente. Bisogna essere liberi dal passato, dalle catene che mi tengono imprigionate in condizioni che io non ho chiesto e che Dio ha permesso nella mia vita. Spezzare quelle catene è difficile, ma non impossibile, perché Dio è onnipotente. Ho sperimentato nella mia vita che Lui mi ha liberato o ottenuto ciò che avevo chiesto per servirlo meglio, ma il cammino di santità, essendo un cammino di umiltà, rimane molto nascosto, sembra di essere sempre allo stesso punto, o peggio, di essere tornati indietro.
Io voglio però seguire Gesù, che mi dia la forza, la speranza, la fede, la carità necessarie per farlo!
domenica 21 luglio 2024
Organizzazione
Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a organizzare la mia giornata inserendo la meditazione. Il passo successivo sarà quello di trovare tempo per la contemplazione. Contemplazione e meditazione sono due cose molto differenti e tutte e due sono fondamentali nella vita cristiana.
Stamattina sono andata dai Francescani con la mia bicicletta. Durante il percorso sono riuscita a recitare parte del Rosario, ovviamente una sola decina: in 5 minuti arrivo a destinazione... e comunque stando sempre molto attenta alla strada.
Avrei tanta voglia di vedere le montagne, ma la mia salute mi blocca ancora, sia quella spirituale che quella fisica. Risento il bisogno di partecipare ogni giorno alla Santa Messa e in montagna questa cosa, mi sa che non sarà possibile. Allora ho affidato la cosa a Dio, Lui sa meglio di chiunque altro qual è il mio bene sia per la salute fisica che spirituale. Considerando solamente la salute fisica ce n'è, visto che quando ancora stavo meglio la glicemia aveva fatto i suoi sbalzi, così come la pressione... per non parlare del sonno! L'orologio non riusciva nemmeno a segnare il RHR del sonno... Per lui ero sempre sveglia. Nello stesso tempo sento il bisogno di staccare a livello psicologico con l'ambiente in cui mi trovo sempre...
Vedremo cosa Dio disporrà, lui è sempre molto fantasioso.
mercoledì 17 luglio 2024
Scapolare Carmelitano
Ieri, dopo una catechesi di preparazione, ho ricevuto insieme con una mia amica lo scapolare della Madonna del Carmelo.
Il mio è stato un po' come ritornare dove tutto è iniziato. Ero molto emozionata e agitata per il passo che dovevo compiere, ma dopo aver ricevuto lo Scapolare, la pace ha inondato il mio cuore.
È stata una cosa molto strana, che è andata così. Questa mia carissima amica mi ha proposto di punto in bianco di andare a chiedere ai padri Carmelitani come si poteva ricevere lo scapolare. Io, lì per lì, ho sentito dentro il mio cuore una certa reticenza che non mi so spiegare, ma, nonostante questo, le ho risposto di sì e due giorni dopo, siamo andate a domandare informazioni. Ci hanno spiegato che bastava partecipare ad una catechesi il giorno prima dell'imposizione e ce lo avrebbero consegnato durante la messa solenne dedicata alla Madonna del Carmelo, il 16 luglio. Il sacrestano ci ha poi chiesto il nome di chi desiderava riceverlo. In uno slancio, senza pensare a conseguenze o altro, mi sono associata anch'io e ho scritto i nomi di entrambe sul foglietto. In seguito mi sono sentita strana, l'agitazione ha preso il mio cuore, ma... ovviamente come carattere, sapevo che non sarei mai ritornata nella mia scelta. Ma come!!! Avrei tradito lo spirito francescano di cui ero tanto innamorata!!! Eppure anche santa Teresina ha fatto parte del mio cammino e i Carmelitani hanno contribuito non poco al mio cammino spirituale.
L'agitazione era molta, per fortuna ero insieme con la mia amica.
Il momento del Rosario che ha preceduto la Santa Messa, è stato bellissimo: sentivo tanta pace e tranquillità. Durante la Messa la pace ha inondato il mio cuore ancor di più.... e, dopo aver ricevuto lo Scapolare, la pace e la gioia hanno preso possesso definitivamente del mio cuore. Quanto ero contenta di aver compiuto quel passo! Avere in mano il librettino con le piccole regole da seguire, non gravose per la mia salute, mi ha dato tanta gioia! E così ho cominciato il mio cammino tra la famiglia Carmelitana. Per adesso mi basta questo, poi si vedrà.
sabato 13 luglio 2024
La mia pace
Stamattina avevo il cuore pieno di pace. Nonostante non abbia potuto fare colazione come il solito a causa della mia salute, il mio cuore era pieno di gratitudine per tutto ciò che Dio gli aveva donato.
Vivo in una piccola casa, ma bella. Non godo di una vista spettacolare: sotto ho i garage, davanti altri garage... insomma palazzi, nuovi e vecchi, circondano la mia casa, sebbene sia a pochi passi dalla campagna. Tuttavia, uscendo nel mio terrazzo, a destra, c'è una montagna dietro la quale fa capolino il sole quando sorge. Stamattina gli uccellini cinguettavano felici, in mezzo a quel cemento, la natura ha comunque il sopravvento. Nella natura percepivo forte la presenza di Dio. Era come la marea del mare che avanza lentamente coprendo gli scogli e cambiando l'aspetto della spiaggia.
Ti ringrazio, mio Dio, perché la tua presenza riempie di meraviglia e stupore i miei giorni. Senza di te la vita non avrebbe alcun significato, affogherebbe nella melma della sofferenza e disperazione. Solamente tu riempi di speranza i giorni miei e non ne sono degna: quante volte distolgo lo sguardo da Te, non sono capace di fare il minimo sacrificio, oppure mi immergo troppo nelle cose terrene! Hai una pazienza infinita con me... Fa' che non mi allontani mai da te, perché solo tu sei il mio sostegno, il mio rifugio, il mio tutto

I miei cambiamenti
Sono cambiate tantissime cose dall'ultima volta che ho scritto.
La salute è peggiorata, alcuni esami hanno evidenziato delle complicazioni importanti dovute alla mia malattia principale. Come sempre ci è voluto un po' di tempo prima di accettare le cose, poi la speranza ha avuto la meglio e ho rialzato la testa, sicura che in qualche modo riuscirò a superare anche questo.
Ho comprato una bici elettrica, così mi posso spostare velocemente da casa alla messa, dalla messa al lavoro. Mi piace molto, è stato sempre un mio desiderio, fin da quando ero piccola. Contrariamente a ciò che si pensa, affronta le salite superbamente, ti illude persino che sei tu ad essere forte, a pedalare e avere fiato in corpo, mentre è il motore che dà la spinta!
Il mio tenore di vita è leggermente cambiato. Sento sicuramente paura a buttarmi nel traffico con la bici, ma, una volta che sono in strada, la paura svanisce e mi rilasso. Ho guidato in tutte le possibili condizioni, persino quando il sellino andava all'indietro per difetto di fabbrica.
L'anno scolastico è finalmente giunto al termine, quest'anno è stato meno burrascoso di quello passato, anche se ho avuto alcune difficoltà e stanchezza in eccesso. Speriamo che sia sempre meglio.
mercoledì 1 novembre 2023
Oltre le mura della chiesa
È triste che tanti bambini stiano dimenticando che il primo di novembre si festeggiano i Santi e non Halloween. Le due ricorrenze sono agli opposti: una richiama un regno di tenebre, prigione spirituale e paura; l'altra un regno di luce, libertà, pace e fiducia. Non voglio entrare in polemica, parlando nuovamente delle motivazioni e criticare coloro che preferiscono vestirsi da scheletri e cose varie, piuttosto che ricordare i Santi e la gioia del Cielo e che arrivano addirittura a deriderli.
Ci sarebbe molto da dire... ma non mi sento di creare "guerre"... anzi, tutt'altro.
Oggi è festa di precetto e ancora una volta mi sono ritrovata in chiesa ad assistere alla santa Messa e al sacrificio incruento di Gesù sull' altare. Il miracolo dell'amore si ripete ad ogni celebrazione ed oggi il ricordo era rivolto a coloro che già vivono nel Regno dei Cieli, della Luce.
E così mi sono ritrovata inginocchiata davanti al mio Dio, con le mie debolezze non volute, con la consapevolezza di essere un nulla. Mi sono ritrovata entro le mura della chiesa, attorniata da tante vetrate e statue rappresentanti i Santi. La mia anima, nuda, sanguinante, umiliata dai suoi stessi errori, dalle sue pochezze, si è ritrovata a camminare scalza, piangente, nei territori feriti dalla guerra. Non si tratta di capire da che parte stare. La mia anima si è inginocchiata davanti al dolore di tanti uomini, donne, bambini che stanno soffrendo o hanno addirittura perso la vita. Come in un film, sono passate davanti ai suoi occhi le lacrime di tanti bambini che si sono trovati mutilati, senza più una casa, senza più genitori. Allora si sono riempiti anche i miei occhi di lacrime e la famosa domanda "PERCHÉ?" è riecheggiata nel mio cuore. Il mio sguardo si è mosso attorno, su quelle immagini delle vetrate che mi guardavano pensierose e mi sono accorta che quei santi avevano tutti sofferto molto, anche ingiustamente, e avevano saputo offrirlo per amore, unirlo a quel crocifisso che campeggiava sopra l'altare... E chi, più di Gesù, ha sofferto per amore? È Lui il senso di tutto, Colui che spezza la nostra solitudine, che rende soave il nostro deserto e copre la nostra nudità...
Allora buona festa dei Santi, perché il nostro futuro, se lo vogliamo, non sono le tenebre, ma la luce...
domenica 29 ottobre 2023
La Santa Messa
Ho cominciato a lavorare da circa due mesi a ritmo serrato. Il buon Dio mi ha ricoperto di grazie. Essendo cancellata la messa delle 7 dei frati francescani presso di me, non avevo modo di partecipare alla celebrazione quando mi toccava lavorare al mattino. Il pomeriggio rimaneva impegnato per vari motivi. Ho pregato tanto e, ancora una volta, il Signore mi ha esaudito. In una chiesa vicino a casa mia e quindi al luogo in cui lavoro, si dice la messa alle 7 15. Sono davvero sorpresa per tutti i doni che il buon Dio mi ha fatto! Prima sono riuscita inaspettatamente a curarmi con cose naturali, poi, questo dono inestimabile. Per me rimane importantissimo partecipare alla Santa Messa ogni giorno. Essa è il fulcro di tutto il mio vivere cristiano. Non sono perfetta, ma proprio per questo motivo, ho bisogno sempre di più della grazia di Dio per vivere appieno la vita dello spirito.
La mia preghiera è cambiata, a me sembra migliorata. Riesco ad alzarmi prima per recitare le Lodi, sebbene qualche volta capiti un imprevisto che stravolge ancora i miei piani... ma sommariamente, mi sembra di essere più entusiasta della mia vita. Devo fare ancora molto, ma sono in cammino. Che Dio mi doni la sua grazia, sempre, e io la assecondi, sempre!
lunedì 7 agosto 2023
Vacanze
mercoledì 2 agosto 2023
Tempo di rinunce
Quest'anno niente montagna... Peccato: la salute non perdona, quest'anno si è ripresa le sue esigenze e così.. nulla, si rimane a Genova. Sto bene nella mia casetta, mi riposo talmente tanto che di mattina è difficile alzarsi.
In questo periodo ho ricevuto tantissimi doni, anche quelli più insperati. Ormai tre anni fa avevo perso un'amica carissima. Sicuramente avevo sbagliato... in questo periodo ho fatto tantissimi esami di coscienza e... sì, alcune cose di me stessa dovevo proprio cambiarle. Verso la fine di giugno la incontro per strada, provo a parlarle, dopo aver fallito alcuni tentativi tramite email durante questo tempo di lontananza. Non mi davo pace, è un'amicizia a cui tengo moltissimo e mi dispiaceva che fosse finita così. Quante volte avevo chiesto nella preghiera il nostro riavvicinamento! Sembrava così impossibile e invece, è bastata un'ora insieme per riaccendere la nostra amicizia. Sono contentissima. È stata davvero una grazia che ormai non ritenevo più possibile...Grazie Signore, per tutto ciò che hai fatto per me.
venerdì 3 marzo 2023
Verso la Pasqua
Così è iniziato anche Marzo, il mese della primavera. I giorni scorsi il clima era diventato nuovamente rigido, ma adesso che si è un po' allentato, si risentono gli uccellini cantare. Gli alberi si sono risvegliati, si stanno rivestendo di fiori. La Pasqua è ormai vicina.
Ho chiesto al buon Dio di aiutarmi ad essere profonda come un tempo, a vivere di più la vita di preghiera. La frenesia della vita presente, il dovere, la mancanza di organizzazione, mi porta a non riuscire a fermarmi e riflettere un po'. Il buon Dio è sempre sollecito verso queste richieste e ho notato un certo cambiamento, nonostante permani uno stato di stanchezza continua dovuta alla salute.
"Il tempo del canto è tornato"... sento che Lui mi chiama ad una vita più impegnata nella ricerca della santità, che non vuole la mediocrità. Allora... avanti....
venerdì 1 luglio 2022
Deserto
È ormai passato un altro anno scolastico, pieno di difficoltà, di gioie, di dolori, di speranze e di attese... Non sembra vero poter respirare a pieni polmoni senza pensare di dover correre da una parte all'altra per raggiungere un luogo velocemente oppure fare o terminare qualcosa. La vita è stata una corsa e parallelamente una ricerca affannosa di Dio.
Nel caos delle cose da fare, nell'impegno della cura dei bambini, nello spirito è emersa una gran voglia di rimanere in contatto con Dio, assaporare quei momenti unici in cui si sperimenta la pienezza....
Quante volte mi sono messa a pregare con il breviario, la mattina presto, quando la città era ancora immersa nel buio della notte... quante volte mi sono tuffata nelle vie ancora addormentate, illuminate dalla luce metallica dei lampioni per correre a messa... e poi, distratta, intenta a raccogliere frammenti di attenzione, di pensieri intricati e prove di slanci dello spirito effettuati da ali tarpate, stavo lì, davanti al Santissimo, incapace di provare qualcosa o di riflettere in modo più profondo, perché la mente era troppo stanca, esausta, incapace di andare oltre alla lista degli impegni. Quante cadute nel buio della notte, alla ricerca di Colui che mi aveva creato e di praticare la vera carità!
E tutt'attorno era il deserto: il desiderio forte di volare verso il sole del Creatore, di trovare il tempo in cui ero meno esausta per immergermi nella meditazione. Più mi alzavo presto, più la mente era aggredita dalla sabbia del deserto che avanzava, scaraventata dal vento della solitudine e dell'abbandono. Non so che cosa mi ha fatto andare avanti nel recitare le preghiere e nell'essere presente alla Santa Messa ogni giorno, quando gli orari del lavoro me lo permettevano... perché a volte sembravano gesti inutili, compiuti solamente per espletare un dovere. Ciò era ancora più doloroso e acuiva la solitudine del deserto. Capivo che oltre al dovere, non riuscivo ad elevarmi da terra e quindi a vedere altri orizzonti. Prevaleva sempre la stanchezza, la spossatezza, la velocità nel recitare le preghiere, perché meglio dire quattro parole che niente...
Adesso cerco di tornare a galla, di riemergere da quella tempesta che mi ha tolto il fiato, di ritagliarmi del tempo per poter stare con il mio Signore e godere la Sua presenza, per poter praticare la vera carità. Il desiderio vi è sempre stato e spero che in parte, inavvertitamente, si sia concretizzato.
domenica 11 luglio 2021
Un miracolo della Madonna
È passato moltissimo tempo dall'ultima volta che ho scritto. I motivi sono molti. Il primo è stato che finalmente sono riuscita ad essere assunta a tempo indeterminato nella scuola. Il secondo è legato senz'altro al primo: ho avuto molto da fare, poco tempo da dedicare al mio hobby preferito: scrivere. Il terzo è che sono riuscita a comprare casa. Questi motivi sono molto belli... Finalmente sono riuscita a raggiungere degli obiettivi materiali che inseguivo da tempo e che mi avrebbero permesso una certa stabilità. Quando sembrava che avessi raggiunto la stabilità anelata da tempo, il buon Dio ha permesso che si aprisse una voragine sotto i miei piedi. Questa voragine, però, non ha inghiottito la mia vita, è stato il segno decisivo volto a dimostrare che ci sono malattie o eventi che sono per la vita, seppur siano gravi. Tali eventi che hanno segnato quest'ultimo tratto del mio cammino, hanno sottolineato proprio questo aspetto del Vangelo. Gesù infatti davanti all'annuncio della malattia di Lazzaro che lo porterà alla morte, fa un'osservazione: "Questa malattia non è per la morte, ma per la vita", ovvero per la manifestazione della potenza di Dio. Così è stato per me. Ciò che racconterò nelle righe a venire, sarà proprio questo: la manifestazione della potenza d'amore di Dio nella mia vita.
Verso la fine di febbraio, sentivo che nulla di grave sarebbe accaduto nella mia vita, che godevo di una protezione straordinaria da parte del Cielo. La mia vocazione era vivere intensamente la mia vita cristiana. Gli impegni mi prendevano tanto tempo e facevo fatica ad organizzare la preghiera nella mia giornata. Quello che non mancava mai era proprio la santa Messa. Quando gli orari lo permettevano, non eludevo mai la santa Messa dalla giornata. Là trovavo il mio ristoro. Recitavo anche le altre preghiere e per questo motivo, mi alzavo molto presto la mattina in modo da poter dire le lodi. Ho sempre amato alzarmi molto presto e in modo particolare uscire quando il buio avvolgeva ancora i palazzi e le strade. Nel buio e nel silenzio ho sempre trovato Dio nel mio cuore, la spinta per unirmi a Lui.
La sera del 25 febbraio, alle 20.30 circa, tornando da una riunione di lavoro, sono stata investita da uno scooter. Del momento ricordo veramente poco. Ricordo l'istante prima. Sono uscita dall'auto della mia collega la quale mi aveva accompagnato gentilmente proprio davanti a casa. Ricordo anche di essermi riparata dalla macchina stessa della mia collega proprio per timore che venisse qualche auto o moto in quella stessa corsia. Non ho visto lo scooter che saliva se non quando già era a un passo da me... E pensare che spesso sto delle ore prima di attraversare! Io non ho visto lui e lui non ha visto me. Quando ho notato le luci dello scooter ricordo di non aver avuto paura e di aver pensato freddamente tutte le possibilità che avevo davanti a me. Ero ad un passo dal marciapiede, quindi la cosa più razionale era quella di affidarmi alla mia capacità di correre velocemente e non tornare indietro di due passi.... Forse chissà, invece la soluzione che mi avrebbe salvato sarebbe stata quella di tornare indietro con un balzo, ma in quel momento andare avanti, raggiungere il marciapiede era la soluzione che a me pareva migliore. Non ricordo nemmeno l'impatto. Ciò che so l'ho letto sui giornali. Ho solo dei flash che si sono aperti nell'oscurità dei miei ricordi: il momento in cui mi portavano nell'ambulanza e quando ero nell'ambulanza. Quando ho aperto gli occhi nell'ambulanza ho parlato al soccorritore... e mi ricordo benissimo il suo viso... Gli ho detto di rassicurare mia mamma, di non preoccuparsi, che sarebbe andato tutto bene. Dai giornali locali che hanno raccontato la cosa, ho scoperto in seguito di essere stata gravissima, che mi avevano intubato sul posto. Mi sono poi risvegliata, in terapia intensiva, nell'ospedale più grande ed importante della mia città. Sentivo dolore alla gamba e al braccio, ma tutto sommato non stavo così male. Agli inizi mi sembrava di essere ancora in quelle stanzette del pronto soccorso, ma dai discorsi dei medici ho capito che non era così. Il mio cervello aveva continuato a lavorare nonostante il buio lo avesse avvolto per proteggerlo da ciò che stava accadendo. Sapevo, ero assolutamente consapevole che ero stata investita, sebbene non ricordassi il momento dell'impatto... Nemmeno adesso me ne ricordo... Ero consapevole che era stato qualcosa di grave, sebbene non ricordassi il momento in cui mi avevano intubato. Il mio primo pensiero è stato quello di informare i medici di una mia patologia preesistente molto importante per le cure... Il tubo mi impediva di parlare. I medici hanno aspettato 5/ 10 minuti per vedere se la saturazione e i parametri vitali erano stabili, infine mi hanno estubato. Respiravo autonomamente! La mia prima frase è stata riguardo alla mia malattia cronica e poi ho ringraziato tutto il personale medico per tutto. Il mio ringraziamento non era solamente perché mi hanno salvato la vita, ma per tutto ciò che hanno fatto nel periodo della pandemia.
In un secondo tempo mi hanno informato che avevo due fratture abbastanza importanti, ma sicuramente curabili, allo zigomo sinistro e all'orbita destra. La cosa sensazionale era che nonostante i miei preesistenti problemi seri alla vista, non ho mai visto doppio. I medici della chirurgia Maxillo - facciale, hanno ritenuto operarmi per non aver problemi in seguito e proprio loro sono stati ad informarmi che avevo avuto problemi respiratori in seguito alla lesione di un polmone causata dalla frattura di quattro costole.
Mia madre mi ha raccontato che aveva chiamato una mia amica suora alla quale aveva domandato di pregare per me. La sua comunità ha pregato la Madonna e... adesso sono sicura che è stata lei a salvarmi e a darmi una nuova opportunità di vita... Come? Semplicemente perché dopo essermi operata, la placca al titanio messa nello zigomo sinistro per sistemare la frattura scomposta, mi ha provocato un'infezione resistente all'antibiotico, una cosa rara, a detta della dottoressa che mi ha operata. Ho deciso quindi di fare la novena alla Madonna di Lourdes... e, dopo la novena, la ferita è guarita completamente!
Sì, decisamente è stata la Madonna a salvarmi e a guarirmi completamente. A lei va il mio grazie più profondo....










