giovedì 14 marzo 2013

Cimitero Staglieno


Nei giorni scorsi mi sono recata al cimitero di Staglieno. Ormai ci vado regolarmente quasi ogni settimana per pregare sulla tomba di papà, ma qualche volta la motivazione è differente: fare fotografie alle statue. Come si sa, il cimitero di Staglieno è monumentale, racchiude la spiritualità di una città. È la città silenziosa... Come l'ha definita chi ha scritto un libro su di esso. Un tempo dove si seppellivano i morti, veniva chiamata necropoli. Dal greco: necros: morte, polis: città. Città della morte. Con il cristianesimo è mutato pure il concetto della morte e la visione di essa: non si può più quindi chiamarla necropoli, ma cimitero. Le parole sono l'espressione della mentalità di un popolo intero. È capitato però, un avvenimento che sembra normale nel cimitero, forse per via delle leggi di riesumazione e così via. Se uno si reca spesso al cimitero, può notare che talvolta ci sono delle tombe aperte. Sovente il contenuto della tomba viene pietosamente nascosto da qualche telo raccapezzato chissà dove che, puntualmente le intemperie, soprattutto il vento, pensano a far scivolare. Questa volta si trattava di quelle lastre di marmo che stanno a mo' di pavimento e non avevano nemmeno cercato pietosamente di celarne il contenuto! Ed ecco la bara. Fa impressione, soprattutto in chi ha già assistito ad una sepoltura. È il momento forse più doloroso di tutti, il distacco definitivo da quel corpo caro. Sebbene non sia affidato alla terra, ma vi si ponga una lastra sopra, fa un po' di senso. Mi ha fatto riflettere sul vero senso della vita. Mi hanno sorpreso dei pensieri un po' strani, ovvero ho cominciato a vedere la gente con occhio diverso. Tutti, cioè, siamo destinati a quello, a sdraiarci in quel letto di legno zincato. So che molti faranno gesti di scongiuro, però, è quella la nostra “fine”...o meglio, il nostro inizio. Che mistero grande la morte!

Da quanto tempo!


Da quanto tempo! Effettivamente ho avuto parecchi problemi con il pc e quindi ho dovuto lasciar perdere i miei post. Nel frattempo non è successo nulla vero? In fondo hanno eletto solamente un altro papa! Sembra essere passato pochissimo tempo dalle dimissioni di Benedetto XVI e, nello stesso tempo, tantissimo. L'attesa è stata spasmodica: ero curiosa di vedere chi avrebbe preso il timone di Pietro in questo periodo difficile. Scordiamo sempre che il miglior interprete della storia è sempre Dio. Sono anche gli uomini che costruiscono la storia, però è Dio che possiede le redini e la guida. E meno male... sappiamo che anche dietro ad un evento inspiegabile che può portare al dubbio si cela sempre un progetto di Dio che forse noi, al momento non comprendiamo. Ed ecco il nuovo papa, semplice, genuino! Quello, insomma, che si è scelto Dio. È stato strano vedere una nuova persona affacciarsi da quella finestra, con lo stesso vestito di Benedetto XVI. Non lo è stato per Benedetto XVI. Non chiedetemi il motivo. Forse perché Benedetto XVI non è morto, invece Giovanni Paolo II sì e quindi era naturale che gli subentrasse un altro, seppur fosse diversissimo da lui. Era una persona che lui stimava... Insomma, avrebbe continuato il suo cammino! Non mi sbilancio nel dire la mia opinione, se non: vedremo. Per adesso sembra una persona molto semplice e il fatto che fra tutti i nomi abbia proprio scelto “Francesco”, mi entusiasma, ma di certo, come potete ben intuire, non dovrebbe bastare solamente questo. Ogni cosa non succede mai a caso e perciò c'è un senso a tutto questo. Sono contenta, basta, adesso si vedrà.

giovedì 28 febbraio 2013

Fatica


Fatica...Un'enorme fatica, oggi. Ma, da una parte, me lo aspettavo. Pur essendo andata a riposare prima ieri sera, stamattina ho provato una fatica terribile sia ad alzarmi che a recitare le lodi. Sento tanta stanchezza, ma mi sono ugualmente alzata e sono andata a recitare le lodi, questa volta in modo assai freddo, senza nerbo. Da una parte tutto questo è stato un dono, ho fatto una promessa alla Madonna, di recitare le lodi tutti i giorni, in cambio di una grazia. Agli inizi ho sentito l'entusiasmo e adesso è ben giusto che senta la pesantezza della cosa. Le cose belle vanno conquistate. Ho avuto una discussione con una persona, avrei desiderato porre tutto ai piedi di Gesù dopo la santa Messa, ma non mi è stato possibile nemmeno quello. Alcune persone si sono fermate a parlare, di cose sante, ma visto la situazione del mio spirito di quella mattina, non ero in grado di sostenere la cosa e tenere l'attenzione fissa nella preghiera. Me ne sono andata cercando di dire almeno il rosario. Spesso la recita del Rosario, in questi casi, è più semplice della meditazione. Ma questo non ha diminuito il nervosismo o la stanchezza. In questo caso penso sia opportuno offrire la propria sofferenza e le proprie cadute a Dio. Sì, perché penso di essere caduta rovinosamente e di essermi fatta anche un gran male. Vorrei la perfezione, non cadere mai, ma capisco che invece perfezione è avere il coraggio di rifugiarsi tra le braccia di Dio dopo essere caduti. Credere nel suo immenso amore. Ciò è importantissimo, altrimenti sarebbe una vana ricerca di perfezionismo, che non porta a niente. Non è facile scindere il concetto di perfezione e perfezionismo. Entrambe si mescolando, si fondono e soprattutto il perfezionismo viene manipolato dal nostro nemico, il diavolo che trova pane per i suoi denti per indurre la persona allo scoraggiamento. E quale tentazione è più sottile di quella dello scoraggiamento? Questa può indurre lo sconforto anche la persona più ben intenzionata di questo mondo...
Allora, forza, bisogna aver fede in quel grande amore, infinito di Dio, e confidare solamente in lui. Soprattutto quando nonostante i nostri sforzi cadiamo miseramente.

mercoledì 27 febbraio 2013

Non ho paura


Sono in salotto con il mio computer portatile. Cerco di snocciolare sullo schermo i miei pensieri più profondi o semplicemente quello che ho fatto in questi giorni. Ho intitolato il post in modo un po' particolare: “non ho paura”, ed è vero. Sento che è proprio così. C'è un clima di attesa nel mio spirito, un'assenza di paura quasi irreale. 
Finalmente ce l'ho fatta ad arrivare puntuale per la recita delle lodi a San Nicola. Ho sperimentato quell'aumento di sete di Dio di cui tante volte, soprattutto nell'altro blog, ho parlato. Inoltre è vero, più si prega e più si desidera pregare. È un gran peccato che le parrocchie non recitino pure i vespri separati dalla santa Messa. Sento che il pregare insieme mi ha aiutato tanto ed è stata un'esperienza intensa, gratificante. Meno si prega, meno lo si desidera. Quando esco dalla chiesa mi rincorre quel silenzio che mi ha accompagnato durante la celebrazione e l' assaporo con gusto, come se fosse una caramella prelibata. È chiaro che il diavolo cerchi di ostacolare trovando mille scuse, l'anima che desidera pregare, in vari modi: sonno, ritardi dovuti pure ad incontri buoni, non necessariamente cattivi, o trova modi originali quali l'incastrare la cerniera del breviario! È la perseveranza, la lotta per superarsi che segneranno un punto a nostro favore. Non bisogna cedere alla prima. L'anima che prega supererà con più facilità i propri difetti, inoltre aveva ragione santa Teresina, è più giusto parlare con Dio che parlare di Lui. Chi parla con Lui avrà senz'altro sperimentato la sua dolcezza che avrà richiamato alla memoria nei momenti di aridità e di deserto interiore.
Quindi ce l'ho fatta. Questo è il terzo giorno consecutivo che vado a recitare le lodi. Mi accompagna poi, durante la giornata un sonno che sembra vuole indurmi a desistere, a pensare che quello che faccio non è giusto. Che schiavitù dover obbedire ad un corpo! Sento che è quella pigrizia e mollezza di cui ho parlato l'altra volta. Mi mette angoscia dare vinte al mio corpo queste battaglie, mi sarei persa tutte queste sublimità dell'anima, inesprimibili. Dio mi sta ricolmando oltre ogni misura. Se avessi ceduto al mio corpo, sono sicura che avrei perso questa pace e che tremerei di paura per la situazione che sto vivendo... Ma non ho paura. Ho avuto tanti segni dal cielo, da un Cielo che mi ama e sta tifando per me e questo mi consola, perché quello che cerco non sono le ricchezze, ma è sempre il Regno di Dio ad avere priorità nelle mie aspettative. Non è altro. Desidero sempre di più aderire alla sua volontà, non semplicemente fare quello che di materiale ogni giorno mi chiede, ma quello che devo cambiare nel mio spirito per avvicinarmi a Lui e... devo dire la verità: finché si tratta di un ateo, penso sia normale che a lui appartenga una certa mentalità, ma quando intuisco che è un cattolico, la mia sofferenza si fa acuta. Come può non avere priorità Dio nella sua vita? È lampante che costui non abbia mai sperimentato la vera presenza di Dio che non è un bagliore di un attimo di sentimentalismo affogato poi in un mare di egoismo.... Ad ogni modo, quando esco dalla chiesa assaporo ancora quella Presenza confortante e capisco che quella è la lente con cui si dovrebbe guardare gli altri.
Sono tornata a casa: tutto mi sembrava sprofondato in quel silenzio che regnava nel cuore. Si sentivano solamente le macchine che sfrecciavano, nessuno parlava. Appena arrivata, mentre aspettavo il momento di uscire, apro il mio libro di inglese e riesco a studiare e compilare due pagine. Nove e mezzo passate, finalmente si esce. Una patina di nuvole ha coperto il sole, ma senza dubbio non è più freddo come i giorni scorsi. Ci ritroviamo in mezzo a degli studenti universitari. Alcuni di questi, consegnano volantini e giornali comunisti: “Lotta comunista” campeggia sulla testata. Le scuole, le università purtroppo sono luoghi in cui non si alimenta la spiritualità, questa è la realtà. Chissà cosa pensa la gente, che cosa ci sia oltre la morte.... Che senso dia alla propria vita.  Come la risolva e la dipani... che senso dia ad ogni gesto...
La fede è una grazia che purtroppo non tutti hanno ricevuto. Bisogna aderire ad essa pure con la ragione, ma è pur sempre un dono di Dio. 

lunedì 25 febbraio 2013

Dove due o tre sono riuniti nel mio Nome...


Sono le 9.23 e la giornata non sembra nemmeno quella di ieri. Verso le 14, ieri, è di nuovo nevicato. Sembra che sia stato il Signore ad accontentarmi: Lui sa che adoro la neve. Vero, non si è fermata, ma è stato uno spettacolo ugualmente. Tre volte quest'anno. A dicembre, il 14, l'undici febbraio e adesso, il 23 e 24. Sarà l'ultima volta davvero! 
Visto che venerdì scorso ero arrivata in chiesa mentre già recitavano l'inno delle lodi, ieri sera ho pensato bene di puntare la sveglia cinque minuti prima, per arrivare in tempo. Erano le dieci e mezza quando decido di andare a dormire e mi addormento subito... Ma la notte si preannuncia leggermente agitata, come quella tra il venerdì e sabato. Comincio a sognare di mariti che uccidono le propri mogli. Il bello è che mi sveglio e cerco di dirmi di cambiare l'argomento dei sogni. E meno male che non seguo la cronaca nera! “Non sognare più dei mariti che cercano di uccidere le mogli!” Non c'è verso, richiudo gli occhi, perché il sonno stesso me li richiude, e sogno nuovamente di un marito che vuole uccidere la moglie. Niente. Il sogno è ansioso ed è brutto perché di solito, non faccio mai incubi, i miei sogni sono sempre molto sereni, nonostante rielabori alcuni avvenimenti che nella realtà mi hanno fatto molto soffrire. Nel sogno, stranamente, riacquistano una dimensione consolante. Dovrebbe essere il contrario, lo so, ma andatelo a dire al mio cervello! Meno male che è positivo! Ma stanotte questi mariti assassini, mi provocavano un po' più di ansia! Riapro gli occhi, decido di muovermi. Faccio un giro per casa e ritorno nel mio letto. Non fatico a riprendere sonno e sogno stranamente una certa Ragusa. Già, Ragusa, quella povera donna che tutti stanno cercando e pensano che sia stato il marito ad ucciderla. Nel sogno pulisco un marmo che nel passato ho conosciuto veramente bene. È di una chiesa, è macchiato. Vedo bene in volto questa ragazza che dicono si chiami Ragusa. Nella realtà non ricordo nemmeno qual è il suo volto. Vedo che si allontana da me. So che sta andando dal marito e mi aspetto l'urlo di disperazione e dolore della ragazza, uccisa da lui ed invece l'urlo non sopraggiunge. Lo attendo, sicura che avverrà, nel sogno era così... Ma la cosa strana è che non avviene. Perché questo sogno? Non ci farei caso se il protagonista, il marito assassino del primo sogno che mi tormentava, lo conoscevo bene e pur desiderando la morte della moglie, questa riusciva a sfuggire sempre dalle sue mani e a salvarsi. Non lo so. Ad ogni modo questa è stata la mia notte e quando Radio Maria mi ha riportato alla realtà ricordavo bene il volto di questa che si chiamava Ragusa. Bene, sono riuscita ad uscire prima delle 7.30, quindi sarei dovuto essere puntuale per le lodi sennonché durante il tragitto incontro una mia amica, di vecchia data, che non frequento spesso, ma che talvolta sento. Ecco. Feste del cane, quattro parole... e.... il ticchettio dell'orologio si fa più veloce. Mi ha fatto piacere vedere quest'amica, tanto che l'avevo chiamata ieri, ma questo incontro mi ha fatto arrivare nuovamente in ritardo... Ufff stavano già finendo di dire l'inno! Niente da fare, tanta volontà di farcela, e poi nuovamente il ritardo! È stato però un momento molto bello, intenso. Non mi era capitato mai prima, sebbene non sia la prima volta che recito le lodi in comunità. Ho sentito che eravamo davvero riunite nel Suo nome! Forse è stata questo che ha fatto la differenza. Ieri il vangelo raccontava della Trasfigurazione. Gesù non ha portato solamente un discepolo con sé ma tre. Le Lodi recitate da soli hanno, ovviamente una loro valenza, ma dette insieme ad altri, soprattutto che abbiano il sincero desiderio di unirsi a Dio e non lo fanno solamente per dovere, ti scaraventano nella dimensione del Tabor! Finita la Messa che è seguita alle lodi, desideravo ritornare, fare delle tende per rimanere lassù, non sola, ma con quelle persone. Non c'è stato contatto fisico, o chiacchiere inutili, ma tutti lì, è chiaro, sono laici, sono andati per incontrare Gesù per davvero e non per fare della preghiera uno strumento di egoismo e chiusura... Hanno sicuramente i loro difetti, come li ho io, ma ciò che conta è il desiderio di incontrare Cristo. Erano là per il suo nome e allora, “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Ed è stato così... Tanti cattolici, purtroppo, oltre alla Messa, non pregano e più non pregano e meno hanno voglia di pregare... questa è una verità.

Elezioni


È davvero un periodo storico molto importante, soprattutto per l'Italia chiamate alle urne per decidere chi la condurrà in questa nuova avventura che potrà essere entusiasmante quanto tragica. Speriamo per il meglio. Sento di compiere questo dovere: quello di votare; le sorti della mia amata Patria dipendono anche da me. Non so se è perché ho avuto un padre militare, o qualcosa d'inscritto nel mio dna mi porta ad amarla così tanto, comunque è così. Non sono eccessivamente preoccupata per la sua sorte, anche perché, compiuto il mio dovere, non posso che affidarla a Colui che ha in mano le sorti delle nazioni, sicura che se accadrà qualche cosa di brutto, sarà per la purificazione di un popolo dalle radici cristiane, radici che ha dimenticato. Aspettiamo, attendiamo questi risultati, pregando per i politici. Bisogna farlo, san Paolo aveva esortato i suoi a farlo, perché le sorti di una nazione dipende da loro.
Così ieri è stato il secondo dovere che ho espletato, dopo aver partecipato alla Santa Messa. È stato un po' comico.... Avevo con me il cellulare con la fotocamera dentro una custodia particolare: della Sampdoria. Ho dovuto consegnarlo perché era vietato portarlo nella cabina elettorale. 

“Ecco, ve lo do in questa custodia, così sono sicura che non lo toccherete!” commento io scherzosamente.

“Oh no,” ribatte il ragazzo del seggio “stia tranquilla che io non lo toccherò nemmeno!” MMMMHHHH! Forse è genoano! Entro nella cabina elettorale e sento che ho sollevato un bell'argomento: parlano di genoani e sampdoriani! Bene.... Ritorno a prendere il mio caro cellulare, a cullarlo nelle mani con cura, soprattutto per i colori della custodia! “Non lo avrete mica distrutto!” commento, ovviamente, scherzosamente! Ma la ragazza del seggio (il ragazzo era un po' un orso!), assume un'espressione palesemente spaventata: “Oh no!” Ma io ridevo....
Mi sono guadagnata, però, i saluti simpatici di tutti gli orsi genovesi!!!! P. S. nel mio seggio non ho dovuto fare code: sì che era presto per essere domenica! E pensare che se non ci fosse stata la messa, sarei andata ancor prima!

domenica 24 febbraio 2013

Neve

Ieri...non sono riuscita ad andare a dire le lodi a san Nicola. Mi sono un po' sentita in colpa, era una promessa fatta alla Madonna, ma avevo passato una notte parecchio movimentata... il problema è che quei pochi minuti che pensavo di recuperare non mi hanno di certo restituito la lucidità del mio povero cervello! Mah! Forse sentivo il tempo! Infatti ieri ecco fare capolino nuovamente la neve, fedele amica mia! Spettacolare!