lunedì 2 giugno 2014

Italia, amor di Patria


Amare veramente la propria Patria, avere il coraggio di scrivere Patria con la "p" maiuscola... Nonostante tutto, nelle difficoltà, amare l'Italia ed essere fiero di essere Italiano... Non è di tutti al giorno d'oggi...
La nostra storia è stata scritta da tante persone che hanno saputo dare la vita per il futuro dei loro figli, di noi, che viviamo e dobbiamo costruire il presente in modo positivo. Una volta amor di Dio e amor di Patria erano una cosa sola. Oggi ci sono polit...ici che non vogliono bene davvero alla Patria ma fanno solamente i propri interessi. Sono fieri di essere "come Hitler", sputano (nel vero senso della parola!) sentenze che distruggono la nostra Patria, segnata dal sangue di tanti eroi che l'hanno amata davvero e hanno contribuito alla sua costruzione e alla libertà che adesso godiamo....
Studiare la storia sui banchi di scuola avrebbe come obiettivo questo: imparare dagli sbagli e appropriarsi delle proprie radici, riconoscersi nel passato per poter scrivere il presente in modo diverso. E' un po' come quando si riguarda la propria vita: si impara dagli sbagli, a non commetterli più, a migliorarsi.... La storia è davvero maestra di vita.
E... ci sono ancora degli eroi che sanno morire per la Patria: Quattrocchi Fabrizio, morto a Baghdad il 14 aprile 2004, dopo aver pronunciato la famosa frase "Ora vi faccio vedere come muore un Italiano".
Questa frase la dice lunga sul suo forte sentimento patriottico, sul suo riconoscersi Italiano e la fierezza di esserlo.

domenica 18 maggio 2014

Buongiorno

È da tanto tempo che non scrivo. Ho avuto delle giornate molto intense: come supplente, mi fanno girare di scuola in scuola e, il più delle volte, molto lontane da casa mia. Tutto molto bello, emozionante, possiamo dire anche ricco di soddisfazioni. Solo che questo mi ha portato molta stanchezza e quindi difficoltà a meditare e riportare sulla carta ciò che sento. Sono accadute molte cose: finalmente ho trovato un direttore spirituale. È una persona molto spirituale e in gamba, ma mi ha dato un bell'impegno. Lui ha detto di farmi un orario e in questo inserire pure la meditazione. Purtroppo non sono riuscita. Gli impegni mi hanno assorbito e talvolta non sono riuscita nemmeno a dire le preghiere vocali come facevo una volta. D'altronde non ho avuto nemmeno il tempo di organizzarmi, che mi hanno trasferito in altre alture di Genova, che conosco di più, sicuramente. Ho chiesto alla Madonna di aiutarmi a non distrarmi, a continuare la mia vita spirituale con impegno, nonostante la fatica, e di essere testimone fedele di Cristo nel mio lavoro con i bambini.
Oggi ho avuto una risposta positiva. La domenica mi piace sempre molto. Non c'è più silenzio come una volta. Con il bel tempo la gente si sposta presto per andare al mare, però ho assaporato quegli attimi di silenzio, accarezzata dal tepore del sole ed immersa nella meditazione. Speriamo che questa settimana sia un po' meno frenetica...

venerdì 18 aprile 2014

Novena a Maria che scioglie i nodi

Oggi è venerdì santo... In questi giorni ho cominciato la novena a Maria che scioglie i nodi raccomandata, tra l'altro, da Papa Francesco. Posso testimoniare che, se è fatta con fede, è miracolosa davvero. Lungo la novena l'impegno che chiede la Madonna è serio e difficile, ma vi assicuro che ne vale la pena... Già, perché dobbiamo ricordare che le preghiere non sono parole pronunciate a vuoto o semplicemente perché desideriamo ottenere ciò che noi chiediamo, ma devono essere riempite di significato e soprattutto di fatti. Miracolosa davvero: era dal settembre del 2013 che soffrivo di un mal di schiena davvero fastidioso che mi svegliava prima del tempo e mi rendeva difficoltoso rimanere sdraiata sul letto dopo una data ora. Ebbene, al quinto giorno della novena, ovvero oggi, ecco che il dolore è scomparso del tutto, tranne un lieve pizzicore... ma nulla di che!
Il dolore, come vi avevo già raccontato, si era allentato leggermente il giorno in cui avevo partecipato a quella riunione del Rinnovamento nello Spirito, ma non era andato via del tutto. Passava momenti in cui andava meglio, altri in cui il dolore era davvero fastidioso e, comunque, anche se durante il giorno aveva terminato di darmi fastidio, durante la notte si risvegliava dopo una data ora, in alcuni giorni costringendomi ad alzarmi prima del tempo. Ringrazio la Madonna di tale grazia e dono e fiduciosa, continuo la preghiera, raccomandandola a tutti voi. Non pensiate che, visto che richiede la recita del rosario, sia difficile a farla. Io l'ho spezzettata lungo la giornata, chiedendo a Maria scusa e di permettermi di riuscire a recitarla tutti giorni... Lo ha accettato! Maria è grande!

giovedì 17 aprile 2014

Giovedì santo


Oggi comincia il Triduo pasquale. È terminata la Quaresima ma non mi sembra neanche vero, passata in preghiera ma freddamente... a me pare senza poi darle il vero valore che ha. D'altronde, ultimamente, non sento né gioia né dolore.

Ieri passando per c.so F., ho visto che c'era un incidente stradale. Sono rimasta impressionata: l'uomo investito dallo scooter giaceva a terra e, seppur si potesse muovere, non rispondeva ai militi dell'ambulanza. Poco più discosto, lo scooter era riverso da un lato, ammaccato e, accanto, vi era il ragazzo diciottenne che lo guidava. Povero ragazzo, era sotto shock, e continuava a chiedere di suo padre. Davanti a tale fatto, ho sentito la mia impotenza e ho meditato con quanta rapidità la vita possa cambiare. Rafforza la mia meditazione riportata nell'altro blog su come la nostra vita sia precaria e come noi siamo ignoranti sulla nostra ora... Il ragazzo, in fondo, non era in torto perché l'anziano aveva attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali. In quell'evento, tante vite hanno cambiato il loro corso, a un passo dalla Pasqua, la sofferenza ha bussato inesorabilmente nelle vite di tante persone. La responsabilità dei nostri atti è immensa, pure su questa terra. Non dobbiamo tralasciare questo. La vita va vissuta responsabilmente, stando consapevoli della serietà e della risonanza che ha nelle vite degli altri.

Oggi è una giornata assolata, questo dona pace e gioia... Spero che la cosa si sia risolta per tutte e due, sia per l'anziano che per il ragazzo....

giovedì 13 marzo 2014

Gioia


Ed eccomi di nuovo qua, dopo tanto tempo! Approfitto di questi due giorni di vacanza concessimi dal Comune di Genova per aggiornare questo blog. La prima cosa che mi viene da dire è che sono rilassatissima, contentissima, serenissima. Vivo in una serenità che sembra quasi surreale, eppure la vivo. Adoro il sole che finalmente è spuntato dalle nuvole dopo tanto tempo, il calore primaverile e il mare che brilla felice. Mi sento libera e gioiosa...

Ogni mattina partecipo alla santa Messa e finalmente sento nuovamente il gusto per le cose spirituali, anche perché mi sono abituata al mio nuovo lavoro con i piccoli della Primavera e loro a me, e non faccio più fatica come i primi tempi. Ovviamente il lavoro della supplente è difficile anche su questo punto: una volta che ti sei abituata, devi lasciare. Non mi posso però lamentare in quanto a me è capitata una supplenza lunga e perciò sono rimasta occupata per un bel po'. Il raffreddore è finalmente passato e la glicemia ha trovato un equilibrio tendente al positivo. Ho voglia di uscire, respirare aria.

Oggi andrò al cimitero alla tomba di mio padre. Qualche volta mi rammento di quando abbiamo seppellito mio papà. Era un misto di gioia, pace e serenità ma anche tristezza, timore, riverenza. Avevo percepito immediatamente che mio papà aveva appena superato l'esame più importante della sua vita. Io avevo fatto tutto il possibile: avevo offerto tutte le mie sofferenze in espiazione e preparazione a quell'evento in sua vece. La settimana prima che morisse ero invasa da questa stessa felicità, una felicità intensa seppur prima, quando lui era peggiorato, avevo invocato che si compisse la volontà di Dio. E la volontà di Dio, come in un altro momento doloroso della mia vita che è succeduto “casualmente” un anno dopo, si è abbattuta come una scure nella mia esistenza. Da queste cose sono uscita più forte, me ne sono accorta, non ero più quella di prima. Il lutto è servito a desiderare ancor più il paradiso e a non pensare più alla morte con la stessa paura. Amo profondamente la vita, ancor più intensamente di prima perché so che ogni attimo è prezioso e va vissuto fino in fondo. Lotto con più forza di prima e sono grata al Signore di quello che già mi dona, seppur, obiettivamente, è abbastanza severo con me!

Le domeniche scorse ho visto i “Braccialetti rossi”. Non ero riuscita a vedere il telefilm in diretta, ma li ho gustati su internet... Bellissimo, stupendo, un film capace di farti riflettere sui temi fondamentali della vita... Ne parlerò dettagliatamente in un altro momento.

domenica 9 febbraio 2014

Battaglia interiore


Oggi finalmente è uscito il sole! Dopo tanta pioggia, i suoi raggi sono riusciti a farsi strada attraverso la coltre di nubi scure che fino alle 8 copriva l'azzurro del cielo. Vedere un po' di sole fa piacere. Sono già tornata dalla Messa: sono andata a san Nicola. Ero distratta. Sento che il mio spirito si sta dibattendo lui pure, come il sole, attraverso quelle nubi che lo stanno oscurando. Come ho già detto, prima che lavorassi, ero più impegnata nel cammino spirituale: sarà stata la novità, la stanchezza che sento dopo il lavoro, la febbre, l'influenza, ma tutto quell'idillio è andato scomparendo. Mi tuffo nel mio cuore per vedere, scrutare le sue mozioni e poterne sondare le cause.

Quando ero influenzata, la scorsa settimana, non sono mancata una sola volta né alla Santa Messa, né al lavoro. Pioggia, febbre, stanchezza, nulla è bastato a fermare gli impegni che avevo e dovevo portare avanti. Il guaio comincia nel momento in cui desidero fortemente che anche gli altri si comportino nello stesso modo, che superino i limiti della salute e azionino la loro volontà. Mi viene in mente allora che forse non desiderano come me ricevere la Santa Comunione... Non so come gestire questi miei sentimenti. Bisognerebbe essere esigenti con se stessi e flessibili con gli altri, ma io capisco di dover lavorare su questa qualità. Pretendo che anche gli altri vadano a Messa con 39 di febbre...Ma non tutti possono o riescono. Mah...

Oggi pomeriggio potrò gustare le mie domeniche silenziose e assolate. Farò un bel giro e assaporerò quella bellissima e speciale aria di festa... Speriamo... Perché da quando ho detto che adoro le domeniche per tale motivo, non ne ho passata nemmeno una come desideravo io.

sabato 8 febbraio 2014

Pioggia


Nonostante sia stata una settimana molto intensa e non troppo facile, oggi sono uscita per camminare almeno un po'. Due mercoledì fa il comune di Genova mi ha chiamato per una supplenza nella scuola materna. È stata una bellissima sorpresa, ma insieme con questa ne ho avuta un'altra non troppo positiva: l'oculista mi ha trovato un inizio di retinopatia... è accaduto tutto lo stesso giorno, ma il Signore mi ha dato la forza di superare l'iniziale sgomento e quindi il mio nuovo impegno nella scuola: un nuovo ambiente, un nuovo lavoro...

L'inizio è stato buono, poi purtroppo, siccome i bambini sono dei veicoli di germi, ho preso l'influenza sebbene abbia fatto il vaccino. Sono andata ugualmente a lavorare: una sera la febbre ha raggiunto quasi i 39 gradi; il mattino seguente avevo 38. Avevo sudato per tutta la notte e di mattina non avevo la forza nemmeno di pensare di andare a scuola. Ovviamente ci sono andata e grazie a una Tachipirina, la febbre è scesa durante la mattinata. Sarà per questo motivo che nel mio spirito sono scese delle ombre fitte. Sì, sono andata ugualmente a messa... e con grande sacrificio. La sera che avevo la febbre a quasi 39, sono andata nella chiesa di Padre Santo, nonostante la forte pioggia. Tuttavia, nel mio cuore sono calate delle ombre spaventose, terribili. Non ho avvertito una grande sofferenza, ma con desolazione mi sono guardata attorno e non ho più sentito la presenza di Dio. Prima che trovassi questo lavoro e Dio mi accontentasse in qualche modo o facesse palese la sua presenza almeno in questo campo, sentivo un grande desiderio di praticare la carità. Pregavo volentieri e partecipavo attivamente alla Santa Messa, ma, iniziato il lavoro e la sofferenza fisica, Dio sembra essersi volatilizzato. Non sento pace, né gioia, né desiderio di praticare la carità. Lo cerco disperatamente, ma non lo sento più. Un po' di amarezza nel cuore perché ho ceduto spesso e volentieri all'impulsività.

Così, oggi, sono uscita dopo una settimana di lavoro e impegno nel superare la sofferenza fisica per far fronte al mio dovere. Che nuvole, che pioggia! Tutto grigio, gli alberi scossi dal forte vento...Eppure a me piace, nonostante i muri e la terra non ne possano più e siano zuppi...