È scoppiato il caldo primaverile, giornate straordinarie di sole e caldo! Domani dovrebbe venire nuovamente il maltempo, ma provvisoriamente. Queste giornate luminose invogliano a uscire e danno il buon umore. Domenica, nel pomeriggio, sono andata a fare un giro per le alture. Da san Nicola fino a piazza Manin, ho percorso la strada superiore, quella di via Domenico Chiodo. Da là si poteva ammirare un paesaggio stupendo. Sento una pace meravigliosa. Il sole
era ardente e brillava sulle foglie color smeraldo appena spuntate. Prego tantissimo, domando a Dio qual è la sua volontà nella mia vita. Stare vicino a lui è la cosa più bella…ma cosa desideri nella mia vita?
giovedì 18 aprile 2013
sabato 13 aprile 2013
La volontà di Dio

Non sto chiedendo altro di farmi conoscere la volontà di Dio. Arriverà il mio momento, il momento in cui anch'io potrò gettarmi a capofitto nella piscina di Siloe. Spero venga presto questo momento, ma nel frattempo prego molto per conoscere la sua volontà, perché è importante questo. A Cagliari ho conosciuto una persona religiosa che era disponibile a cambiare il corso della mia vita, ma il mio desiderio è semplicemente fare la volontà di Dio. È lui la persona più importante della mia vita, quella che ha la priorità su tutto e che comanda le mie scelte, non già perché costretta, ma perché lo amo e mi dispiacerebbe fare qualunque cosa lo possa offendere. Prego, vado ogni giorno a messa, chiedo di rendere manifesta la Sua volontà, ma per adesso Lui tace. Il mio ottimismo è messo a dura prova, ma regge ancora più di tutto, talvolta penso fin troppo. Metto troppo entusiasmo su ogni cosa, con il rischio di rimanere delusa... Speriamo bene...
venerdì 12 aprile 2013
Un'amicizia
Tornata a casa, ho ripreso il mio tran tran e la pioggia di sempre. È stato piacevole e mi ha atteso una sorpresa, un'amicizia nuova maschile. Mi piace avere amici e mi deprime chiudermi nel guscio di casa mia. Mi fa piacere avere le amicizie che ho, ma mi piacerebbe ampliarle... Vediamo cosa succederà, sono le sorprese di Dio che da una parte sconvolgono i tuoi piani o ciò in cui hai sempre creduto, ma che per questo sono ancora più adorabili!
Quindi eccomi di nuovo nelle chiese di Genova, vuote. A Cagliari non si poteva quasi entrare! Sabato sera siamo andate con mia zia al santuario di Bonaria per assistere alla veglia pasquale: la chiesa era stracolma! Una cosa stranissima mai vista! O meglio, non a Genova. A Cagliari vi è l'usanza di far entrare dalla porta principale la statua del Cristo risorto al momento del Gloria. Non avevo mai visto questa cosa! Ad ogni modo, chiese vuote o piene, mi ha fatto molto piacere rivedere le chiese genovesi, immerse in una nebbia fitta... e già, sorpresa di oggi... mi piace la nebbia, ma il sole sta diventato sempre di più un miraggio... Poi arriverà il caldo e sospireremo questi giorni...
Viaggio a Cagliari
Oggi è una giornata nebbiosa. Il sole si lascia veramente desiderare. Stamattina sembrava di essere piombati direttamente nella Pianura Padana. Non si vedeva da un palmo di mano. Vedere Genova avvolta da questo alone fa un po' impressione, ma è pure romantica.
Per Pasqua sono andata a Cagliari con l'aereo. Era la prima volta che prendevo l'aereo. A Genova il tempo era piuttosto brutto e freddo, ma a Roma il cielo si è un po' aperto ed era decisamente più caldo. Prima volta che ho preso l'aereo, l'Alitalia. Curioso. È stata un'esperienza straordinaria. L'aereo si è avvicinato alla pista di decollo e ha preso velocità. Si è staccato da terra ed ecco che si vedeva leggermente l'arco della Liguria, nonostante le nuvole. Il decollo è la parte più bella del viaggio, mi piace molto ciò che bloccherebbe altre persone: il decollo, soprattutto quando prende velocità per staccarsi da terra. Straordinario! A Cagliari ci attendeva il sole, un sole caldo, ma non ancora risoluto: nell'arco della settimana e mezzo, il sole si è alternato ad una pioggia battente che però non dava più di tanto fastidio perché senza dubbio era molto più caldo. Ho conosciuto le mie cugine: dopo 33
anni ci siamo incontrate nuovamente. Il soggiorno è stato piacevole, nonostante abbia sofferto agli inizi il cambiamento d'aria. Tutti davano la colpa all'aereo perché era la prima volta che l'avevo preso: Genova – Roma, Roma – Cagliari. Ho avuto il tempo di gustare l'ebbrezza di due decolli in un sola volta. Non era però quello. Era proprio l'aria, perché il viaggio di ritorno non mi ha fatto alcun effetto.
Anche Cagliari è bella, però mi piace più Genova: quel suo affacciarsi sul mare dai monti è straordinario ed unico. Mi è venuta subito nostalgia della mia città, dei luoghi che frequento di solito e pure della gente. Sarà l'inflessione, l'accento... ma quando domandavo dov'era una via che non conoscevo, non mi capivano mai! È stato utile il navigatore, ma non avevo ancora compreso bene come funzionava! È stata un'esperienza entusiasmante! Pioggia, sole, pioggia, sole, tante passeggiate vicino al mare e finalmente è giunto il momento di tornare a Genova. Il nostro aereo ci aspettava per le 18.40. A Cagliari quel giorno c'era il sole ed era caldo. Non stavo più nella pelle e non mi sembrava nemmeno vero: quella sera sarei tornata a casa. E a Genova ci aspettava il diluvio... Buio e pioggia a catinelle e senz'altro più freddo di Cagliari. Un tassista veramente gentile ha raccolto i nostri bagagli e li ha trasferiti nel bagagliaio del taxi. Bravo e gentile, ci ha portato fin sotto casa con la paura che prendessimo acqua. Pioggia a catinelle, ma finalmente i miei piedi poggiavano sulla mia terra. Ricordo vagamente che, quando Giovanni Paolo II scendeva a terra dall'aereo, baciava la terra. Ebbene, lo avrei fatto anch'io!
mercoledì 20 marzo 2013
Santuario della Madonna del Monte
Ieri era una bellissima giornata: un bagno di sole invogliava ad uscire di casa. Vaghi odori particolari stuzzicavano l'olfatto facendo ritornare alla mente il sapore di un passato sepolto nella mente. Odori antichi di esperienze trascorse! Giorni di luce e di sentimenti ormai sepolti dalla fitta coltre del tempo. Tutto sembra emergere da quella luce intensa del sole, brilla, si cela ed ammicca ancora. Queste giornate fanno crescere il desiderio di vivere, di respirare l'aria primaverile, di assaporare ogni momento con intensità e di mettersi in contatto con lo stupore della creazione. No, decisamente, non si poteva stare in casa, per poter maturare interiormente un buon rapporto con il mondo intero. Così ho deciso di andare a piedi al Santuario della Madonna del Monte, anche perché devo strapparle una grazia particolare ed importante. È una salita abbastanza stancante, invero, ma la cosa più straordinaria è che anche se parto da casa alle tre , riesco a rientrare per le sei in punto. Non chiedetemi come faccio, perché non lo so nemmeno io. Certo, non è il santuario della Madonna della Guardia, però è un luogo solitario di preghiera. Mentre salivo per la creuza, ecco aprirsi davanti a me un panorama stupendo: i monti erano innevati, vestiti di un bianco mantello, splendido sotto il sole, vago ricordo della giornata precedente di freddo e di neve. È un tempo incredibile! Avantieri il termometro segnava 2 gradi, ieri toccava i 18 in certi punti. Incredibile! Ma vero! Quella neve era il ricordo del freddo del giorno prima. Faceva impressione in quel caldo, sentore vago della primavera che timidamente fa capolino ad un inverno ormai morente. Ho chiesto quella grazia alla Madonna, pensando ad un'omelia che aveva toccato il mio cuore in un determinato momento della mia vita. Si trattava del paralitico che cercava di entrare nella piscina di Siloe, ma non vi riusciva perché qualcun altro entrava prima di lui. Il prete aveva commentato semplicemente: verrà anche il vostro momento, il momento in cui riuscirete ad entrare nella piscina di Siloe... Eh già, sto aspettando proprio quel momento! La Madonna ha avuto per me una risposta tutta spirituale: dedicatevi alla preghiera e alla lettura, nella lettura è Dio che vi parla. Ha ripreso quello che i confessori (due diversi confessori) mi avevano consigliato! È straordinario come Dio parla alle nostre anime. È proprio vero: “non preoccupatevi di cosa mangerete o di come vestirete, guardate i gigli del campo, non tessono e non filano, ma la loro veste è meravigliosa... Guardate gli uccelli del cielo... nessuno li pasce se non Dio solo!”
lunedì 18 marzo 2013
Ancora neve
Nevica nuovamente!!!! straordinario! Stamattina mi sono alzata verso le sette, perché sia sabato che domenica mi sono svegliata molto presto. Ho detto le Lodi dopo la Santa Messa. Ma che sorpresa! Ho aperto la finestra e ho visto che la neve aveva ricoperto i tetti delle case. Sì, avevano previsto la neve, però si pensava sulle alture. Quando sono uscita, ho visto le macchine con sul tetto cumuli di neve. Bello. Un vento fortissimo sputava sul viso la neve: mai come quest'inverno avevo compreso le parole della canzone, La guerra di Piero, che diceva: “il vento ti sputa in faccia la neve”. Sembrano dei proiettili, che colpiscono il volto. 2 gradi. Freddo, eppure la primavera è ormai alle porte. I giorni scorsi ho fotografato i fiori sbocciati sugli alberi.
sabato 16 marzo 2013
La morte
Una giornata bellissima ma fredda. Un sole splendido brilla, illuminando il mare e i palazzi. Domani, dicono, sarà nuovamente brutto: pioggia e un po' più caldo. “Marzo, marzo pazzerello, guarda il sole, piglia l'ombrello”, recitava una filastrocca infantile, vera, verissima. Tutto, in questi giorni così luminosi, sembra emergere come stelle in un cielo notturno. Brilla, cambia colore.
Una mia vicina si sta spegnendo. Marzo, per me, è sempre un mese drammatico. La sua morte imminente, fa riemergere alcuni dolorosi ricordi e nello stesso tempo si fa ponte all'annuncio di una vita vera. È un ponte che congiunge il terreno con l'eternità e si crea automaticamente al momento dell'agonia,sia nella persona che sperimenta e vive l'agonia in prima persona, sia in coloro che le stanno accanto. È un ponte che trasmette pace. Penso che stia morendo in pace ed è curiosa la dinamica. Ella non pensa più alle cose terrene, è tutta proiettata verso quelle eterne. È una persona che ha sempre pregato, religiosa, dal temperamento un po' all'antica ma consono all'età che porta. Non le interessa più nulla, ma non ha nemmeno quell'espressione di nostalgia per la vita terrena che ho visto in persone sicuramente più impegnate nella chiesa e con un certo ruolo, voglio dire che non ha quell'attaccamento malsano alla vita, per cui la morte la fa cadere in panico e ribellarsi a Dio. La sta accettando lucidamente, come un inesorabile epilogo di un capitolo della sua storia, quella terrena. È venuto il prete a darle l'olio santo e il Viatico, per sua richiesta. Il suo interesse si è ormai proiettato totalmente in quella dimensione! È grata verso coloro che le stanno vicino e senza timore, ha disposto che cosa fare in caso di morte. Terribile, sconvolgente. Il prossimo è sempre un libro su cui si deve leggere una storia e imparare. Devo essere sincera. Sono rimasta molto delusa, perché raramente ho trovato nei religiosi questo anelare alla vita eterna, anche nel letto di morte, quel desiderio di raggiungere l'eternità. Ho trovato spesso paura, desiderio di ritornare a vivere quella vita terrena che ormai stavano per lasciare inesorabilmente. Questo mi riporta ad un aneddoto raccontato da Maria Simma e che sto sperimentando sulla mia pelle... prima non ci credevo così fermamente.
Ha raccontato che in un hospice, erano ricoverate due persone: un giovane prete e una signora giovane anch'ella, che aveva condotto una vita di peccato, ma che ora si pentiva sinceramente e si affidava alla misericordia di Dio, offrendogli la sofferenza per scontare il proprio peccato, coraggiosamente, desiderosa di unirsi a Dio. Il prete, invece, in un discorso fra loro, aveva affermato che aveva paura di chiedere a Dio di scontare sulla terra i suoi peccati e quindi fare il suo purgatorio. Morirono entrambe ed apparirono ad un'infermiera che li aveva curati amorevolmente, anche dal punto di vista spirituale: il prete era in purgatorio che soffriva per i peccati che non aveva scontato sulla terra, mentre la donna, dopo un periodo breve di sofferenza, si trovava già nel gaudio del paradiso. Chi ha orecchie per intendere, intenda!
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