mercoledì 2 agosto 2023

Tempo di rinunce

 Quest'anno niente montagna... Peccato: la salute non perdona, quest'anno si è ripresa le sue esigenze e così.. nulla, si rimane a Genova. Sto bene nella mia casetta, mi riposo talmente tanto che di mattina è difficile alzarsi. 

In questo periodo ho ricevuto tantissimi doni, anche quelli più insperati. Ormai tre anni fa avevo perso un'amica carissima. Sicuramente avevo sbagliato... in questo periodo ho fatto tantissimi esami di coscienza e... sì, alcune cose di me stessa dovevo proprio cambiarle. Verso la fine di giugno la incontro per strada, provo a parlarle, dopo aver fallito alcuni tentativi tramite email durante questo tempo di lontananza. Non mi davo pace, è un'amicizia a cui tengo moltissimo e mi dispiaceva che fosse finita così. Quante volte avevo chiesto nella preghiera il nostro riavvicinamento! Sembrava così impossibile e invece, è bastata un'ora insieme per riaccendere la nostra amicizia. Sono contentissima. È stata davvero una grazia che ormai non ritenevo più possibile...

Grazie Signore, per tutto ciò che hai fatto per me. 

venerdì 3 marzo 2023

Verso la Pasqua

 Così è iniziato anche Marzo, il mese della primavera. I giorni scorsi il clima era diventato nuovamente rigido, ma adesso che si è un po' allentato, si risentono gli uccellini cantare. Gli alberi si sono risvegliati, si stanno rivestendo di fiori. La Pasqua è ormai vicina.

Ho chiesto al buon Dio di aiutarmi ad essere profonda come un tempo, a vivere di più la vita di preghiera. La frenesia della vita presente, il dovere, la mancanza di organizzazione, mi porta a non riuscire a fermarmi e riflettere un po'. Il buon Dio è sempre sollecito verso queste richieste e ho notato un certo cambiamento, nonostante permani uno stato di stanchezza continua dovuta alla salute. 

"Il tempo del canto è tornato"... sento che Lui mi chiama ad una vita più impegnata nella ricerca della santità, che non vuole la mediocrità. Allora... avanti....


venerdì 1 luglio 2022

Deserto


È ormai passato un altro anno scolastico, pieno di difficoltà, di gioie, di dolori, di speranze e di attese... Non sembra vero poter respirare a pieni polmoni senza pensare di dover correre da una parte all'altra per raggiungere un luogo velocemente oppure fare o terminare qualcosa. La vita è stata una corsa e parallelamente una ricerca affannosa  di Dio.

Nel caos delle cose da fare, nell'impegno della cura dei bambini, nello spirito è emersa una gran voglia di rimanere in contatto con Dio, assaporare quei momenti unici in cui si sperimenta la pienezza....

Quante volte mi sono messa a pregare con il breviario, la mattina presto, quando la città era ancora immersa nel buio della notte... quante volte mi sono tuffata nelle vie ancora addormentate, illuminate dalla luce metallica dei lampioni per correre a messa... e poi, distratta, intenta a raccogliere frammenti di attenzione, di pensieri intricati e prove di slanci dello spirito effettuati da ali tarpate, stavo lì, davanti al Santissimo, incapace di provare qualcosa o di riflettere in modo più profondo, perché la mente era troppo stanca, esausta, incapace di andare oltre alla lista degli impegni. Quante cadute nel buio della notte, alla ricerca di Colui che mi aveva creato e di praticare la vera carità!

E tutt'attorno era il deserto: il desiderio forte di volare verso il sole del Creatore, di trovare il tempo in cui ero meno esausta per immergermi nella meditazione. Più mi alzavo presto, più la mente era aggredita dalla sabbia del deserto che avanzava, scaraventata dal vento della solitudine e dell'abbandono. Non so che cosa mi ha fatto andare avanti nel recitare le preghiere e nell'essere presente alla Santa Messa ogni giorno, quando gli orari del lavoro me lo permettevano... perché a volte sembravano gesti inutili, compiuti solamente per espletare un dovere. Ciò era ancora più doloroso e acuiva la solitudine del deserto. Capivo che oltre al dovere, non riuscivo ad elevarmi da terra e quindi a vedere altri orizzonti. Prevaleva sempre la stanchezza, la spossatezza, la velocità nel recitare le preghiere, perché meglio dire quattro parole che niente...

Adesso cerco di tornare a galla, di riemergere da quella tempesta che mi ha tolto il fiato, di ritagliarmi del tempo per poter stare con il mio Signore e godere la Sua presenza, per poter praticare la vera carità. Il desiderio vi è sempre stato e spero che in parte, inavvertitamente, si sia concretizzato.

domenica 11 luglio 2021

Un miracolo della Madonna

 


È passato moltissimo tempo dall'ultima volta che ho scritto. I motivi sono molti. Il primo è stato che finalmente sono riuscita ad essere assunta a tempo indeterminato nella scuola. Il secondo è legato senz'altro al primo: ho avuto molto da fare, poco tempo da dedicare al mio hobby preferito: scrivere. Il terzo è che sono riuscita a comprare casa. Questi motivi sono molto belli... Finalmente sono riuscita a raggiungere degli obiettivi materiali che inseguivo da tempo e che mi avrebbero permesso una certa stabilità. Quando sembrava che avessi raggiunto la stabilità anelata da tempo, il buon Dio ha permesso che si aprisse una voragine sotto i miei piedi. Questa voragine, però, non ha inghiottito la mia vita, è stato il segno decisivo volto a dimostrare che ci sono malattie o eventi che sono per la vita, seppur siano gravi. Tali eventi che hanno segnato quest'ultimo tratto del mio cammino, hanno sottolineato proprio questo aspetto del Vangelo. Gesù infatti davanti all'annuncio della malattia di Lazzaro che lo porterà alla morte, fa un'osservazione: "Questa malattia non è per la morte, ma per la vita", ovvero per la manifestazione della potenza di Dio. Così è stato per me. Ciò che racconterò nelle righe a venire, sarà proprio questo: la manifestazione della potenza d'amore di Dio nella mia vita.

Verso la fine di febbraio, sentivo che nulla di grave sarebbe accaduto nella mia vita, che godevo di una protezione straordinaria da parte del Cielo. La mia vocazione era vivere intensamente la mia vita cristiana. Gli impegni mi prendevano tanto tempo e facevo fatica ad organizzare la preghiera nella mia giornata. Quello che non mancava mai era proprio la santa Messa. Quando gli orari lo permettevano, non eludevo mai la santa Messa dalla giornata. Là trovavo il mio ristoro. Recitavo anche le altre preghiere e per questo motivo, mi alzavo molto presto la mattina in modo da poter dire le lodi. Ho sempre amato alzarmi molto presto e in modo particolare uscire quando il buio avvolgeva ancora i palazzi e le strade. Nel buio e nel silenzio ho sempre trovato Dio nel mio cuore, la spinta per unirmi a Lui.

La sera del 25 febbraio, alle 20.30 circa, tornando da una riunione di lavoro, sono stata investita da uno scooter. Del momento ricordo veramente poco. Ricordo l'istante prima. Sono uscita dall'auto della mia collega la quale mi aveva accompagnato gentilmente proprio davanti a casa. Ricordo anche di essermi riparata dalla macchina stessa della mia collega proprio per timore che venisse qualche auto o moto in quella stessa corsia. Non ho visto lo scooter che saliva se non quando già era a un passo da me... E pensare che spesso sto delle ore prima di attraversare! Io non ho visto lui e lui non ha visto me. Quando ho notato le luci dello scooter ricordo di non aver avuto paura e di aver pensato freddamente tutte le possibilità che avevo davanti a me. Ero ad un passo dal marciapiede, quindi la cosa più razionale era quella di affidarmi alla mia capacità di correre velocemente e non tornare indietro di due passi.... Forse chissà, invece la soluzione che mi avrebbe salvato sarebbe stata quella di tornare indietro con un balzo, ma in quel momento andare avanti, raggiungere il marciapiede era la soluzione che a me pareva migliore. Non ricordo nemmeno l'impatto. Ciò che so l'ho letto sui giornali. Ho solo dei flash che si sono aperti nell'oscurità dei miei ricordi: il momento in cui mi portavano nell'ambulanza e quando ero nell'ambulanza. Quando ho aperto gli occhi nell'ambulanza ho parlato al soccorritore... e mi ricordo benissimo il suo viso... Gli ho detto di rassicurare mia mamma, di non preoccuparsi, che sarebbe andato tutto bene. Dai giornali locali che hanno raccontato la cosa, ho scoperto in seguito di essere stata gravissima, che mi avevano intubato sul posto. Mi sono poi risvegliata, in terapia intensiva, nell'ospedale più grande ed importante della mia città. Sentivo dolore alla gamba e al braccio, ma tutto sommato non stavo così male. Agli inizi mi sembrava di essere ancora in quelle stanzette del pronto soccorso, ma dai discorsi dei medici ho capito che non era così. Il mio cervello aveva continuato a lavorare nonostante il buio lo avesse avvolto per proteggerlo da ciò che stava accadendo. Sapevo, ero assolutamente consapevole che ero stata investita, sebbene non ricordassi il momento dell'impatto... Nemmeno adesso me ne ricordo... Ero consapevole che era stato qualcosa di grave, sebbene non ricordassi il momento in cui mi avevano intubato. Il mio primo pensiero è stato quello di informare i medici di una mia patologia preesistente molto importante per le cure... Il tubo mi impediva di parlare. I medici hanno aspettato 5/ 10 minuti per vedere se la saturazione e i parametri vitali erano stabili, infine mi hanno estubato. Respiravo autonomamente! La mia prima frase è stata riguardo alla mia malattia cronica e poi ho ringraziato tutto il personale medico per tutto. Il mio ringraziamento non era solamente perché mi hanno salvato la vita, ma per tutto ciò che hanno fatto nel periodo della pandemia.

In un secondo tempo mi hanno informato che avevo due fratture abbastanza importanti, ma sicuramente curabili, allo zigomo sinistro e all'orbita destra. La cosa sensazionale era che nonostante i miei preesistenti problemi seri alla vista, non ho mai visto doppio. I medici della chirurgia Maxillo -  facciale, hanno ritenuto operarmi per non aver problemi in seguito e proprio loro sono stati ad informarmi che avevo avuto problemi respiratori in seguito alla lesione di un polmone causata dalla frattura di quattro costole. 

Mia madre mi ha raccontato che aveva chiamato una mia amica suora alla quale aveva domandato di pregare per me. La sua comunità ha pregato la Madonna e... adesso sono sicura che è stata lei a salvarmi e a darmi una nuova opportunità di vita... Come? Semplicemente perché dopo essermi operata, la placca al titanio messa nello zigomo sinistro per sistemare la frattura scomposta, mi ha provocato un'infezione resistente all'antibiotico, una cosa rara, a detta della dottoressa che mi ha operata. Ho deciso quindi di fare la novena alla Madonna di Lourdes... e, dopo la novena, la ferita è guarita completamente!

Sì, decisamente è stata la Madonna a salvarmi e a guarirmi completamente. A lei va il mio grazie più profondo....

mercoledì 25 marzo 2020

Quarantena

Quante notizie sul web! Quante previsioni sulla durata della quarantena! Su Facebook sono condivise alcune notizie sulla durata della quarantena, tutte contrastanti, l'unica sicura è che ad aprile, soprattutto a Pasqua saremo chiusi in casa. Questo dispiace molto: per chi è fedele è dura saltare la messa di Pasqua e per chi vorrebbe gustare dell'esplosione della primavera è deprimente guardare il mondo dalla cornice di una finestra. Mi ha colpito soprattutto una notizia condivisa da una mia collega e amica: questa diceva che secondo i cinesi tutto dovrebbe terminare per il mese di aprile...
Può darsi, me lo auguro davvero, ma purtroppo mi sa che dovremo aspettare il mese di giugno...
La quarantena va avanti, tra la preghiera, qualche buon libro e film e il lavoro per la scuola. Noi colleghe ci sentiamo ogni giorno e questo mi consola tantissimo: è come un filo che mi lega alla realtà di prima. Talvolta sembra che non potremo tornare mai alla vita di prima, altre che presto sarà così. 
Quando guardo i film alla televisione e vedo che si scambiano le strette di mano tranquillamente, escono, prendono la macchina, mi sembra che sia passato un secolo e mi salta alla mente seriamente questa domanda:"Chissà quando anche noi potremo nuovamente scorrazzare per le vie della città... liberamente senza aver paura dell'altro di contagiarlo o di essere contagiati.
A questo pensiero m'inginocchio davanti a Dio o a Maria e chiedo la grazia di allontanare questo virus per sempre dalle nostre vite. 
Per passare il tempo cerco di dedicarmi anche allo scrivere, è una delle mie passioni, ma tante volte il mio cervello è pieno e le idee lo abbandonano miseramente. Sempre su Facebook avantieri, una casa editrice ha pubblicato il post di un bando ossia scrivere una pagina di diario raccontando una nostra giornata di quarantena. Mi sono messa subito al lavoro, ho finito ieri e l'ho mandato subito. Chissà se sarà scelto! 

lunedì 23 marzo 2020

Il tempo è passato

Il tempo è passato dall'ultimo post che ho pubblicato: presa com'ero dalla scuola, non sono più riuscita ad organizzare i miei pensieri e tanto meno a metterli per iscritto.
Situazione cambiatissima: adesso c'è tempo a bizzeffe, ma non ho più forze per scrivere, attonita di fronte a ciò che sta accadendo in Italia, in modo particolare in Lombardia, e nel Mondo intero. La vita va avanti: prego sempre… Lodi, Messa, Vespri, Compieta, Ufficio delle Letture e Rosario. 
Sì, alla fine il famigerato coronavirus è arrivato e ha sconvolto tutte le nostre vite, le nostre care abitudini e le nostre fatiche. 
Sono insegnante ancora precaria (forse ancora per poco… questo 2020 così disperato potrebbe regalarmi qualche certezza… ma se non fosse così, sarebbe il 2021), insegnante di sostegno di una bimba adorabile che adesso non posso vedere e di fatto non vedo, dalla fine di febbraio…
Scuole chiuse causa Coronavirus, emergenza nazionale, che ha messo in ginocchio soprattutto la Lombardia. Le immagini che ci arrivano soprattutto da Bergamo sono uno strazio e immagino che nessuno di noi avrebbe pensato di trovarsi in una situazione simile. In Liguria le scuole sono state chiuse dapprima a scopo preventivo in quanto non vi erano ancora contagi, poi lo Stato ne ha decretato la chiusura a livello nazionale fino al 3 aprile. Sappiamo bene, purtroppo, che tale data è destinata a slittare, in quanto l'emergenza è scoppiata in tutte le Regioni. In Liguria abbiamo raggiunto più di 2000 contagi e quasi 200 morti… Solamente in Liguria… a livello nazionale avantieri siamo arrivati a più di 700 morti…
Ieri la curva del contagio è calata, così come quella dei morti. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo: tutti noi speriamo che questo incubo finisca presto, che si possa nuovamente uscire liberamente e andare a lavorare e a scuola come prima, abbracciare le persone che conosciamo, poter parlare e stare vicino… 

sabato 27 luglio 2019

Segni dal cielo

Oggi è una giornata bigia, solcata da temporali che scaricano di tanto in tanto sulla città il loro pianto. Li aspettavamo con ansia: il calore dei giorni precedenti ci faceva boccheggiare e rivoli di sudore scendevano dalle nostre schiene e dalle nostre fronti.
Ho iniziato la novena a padre Picco, un sacerdote gesuita morto in concetto di santità nel 1947. sto pregando per la mia stabilità. Tale segno fa parte anche della presenza di papà in paradiso. Il primo, l'ammorbidimento di una mia amica riguardo e certe idee e modi di fare l'ho già ottenuto... e, a dire il vero, visto le premesse, pensavo fosse impossibile rispetto a questo secondo segno.
Vedremo che cosa mi riserverà il futuro prossimo...