lunedì 13 maggio 2013

Righi


Ieri sono andata con una mia amica a Righi. C'era un paesaggio stupendo ed era da un po' che stavo pensando di andarci, per godere la bellezza del panorama. Stavo pensando di andarci da sola, ma il Signore sembra che voglia accontentarmi anche nelle piccole cose, seppur sulla sua volontà ancora non si sia sbilanciato. C'era un sole bellissimo ed il panorama che si estendeva davanti al nostro sguardo, era da urlo. Una domenica un po' diversa dalle solite, con la gioia di essere all'unisono con la natura. Ultimamente la Madonna si sta rifacendo viva: le immaginette che spuntano sotto i miei occhi, combinazioni singolari... Come ad esempio una ragazza che ha ricevuto un messaggio sul cellulare prima di andare a Medjugorie e ha pensato che fossi stata io a mandarglielo. Non ero di certo io, in quanto non la conoscevo nemmeno! E così ha pregato per me a Medjugorie. Sono piccoli segni che mi danno coraggio e mi fanno capire che la Madonna sta intercedendo per me. Forse sta per accadere qualcosa d'importante nella mia vita. Chi lo sa. Ad un anno esatto dal mio martirio, sarebbe bene che la Madonna e mio padre stesso si facessero “vivi”! Almeno per farmi comprendere qual è la volontà di Dio. Adesso come adesso, tutto è avvolto dal buio, sebbene io non sia disperata!

venerdì 10 maggio 2013

Un funerale


Oggi sono andata a messa a San Nicola. Il tempo era nuvoloso, cupo. Dopo tre giorni di sereno, ecco nuovamente le nuvole. Ogni passo un’Ave Maria. Decido sempre di recitare il rosario subito, fin dalle prime ore della mattinata, quando mi metto in moto, perché purtroppo gli impegni o semplicemente la mente stessa, assorbono tutti i pensieri e così ogni attenzione e capacità di concentrazione.
Non era più capitato da tempo. Di solito i funerali cominciano alle 8.30, dopo la prima messa. Oggi invece, c’era un funerale proprio alle otto. Appena passate le otto, entra la bara. È di color nocciola chiaro, come quella di mio papà. Non posso dissociarmi da questo ricordo, è inevitabile. Il mio pensiero torna a quel giovedì 31 marzo in cui la bara di mio padre entrò in chiesa. Sembrava strano. Lui stava dentro quel letto di legno. Quand’ero piccola mi pareva impossibile che sarebbe giunto quel giorno. Eppure, eccolo là. Quel 31 marzo ricordai un sogno che feci proprio quando ero piccola: lui stava dentro una bara con quattro lumini, due posti sul capo, due ai piedi.  Si dice che sognare una persona morta le si allunghi la vita. Per me non fu così. La sua vita è stata relativamente breve. Giorno paventato e nello stesso tempo beato, perché mi ha fatto toccare con mano che l’eternità di cui tanto parlavo, di cui tanto ero interessata, esisteva e lui l’aveva varcata. Fu una sensazione profonda. Papà mi stava introducendo in un mistero di cui io parlavo sempre.
Oggi, avrei giurato che un becchino che ha portato la bara, stava pregando. È stata una semplice percezione, comunicata dal suo viso, raccolto, meditabondo. Ho pregato per l’anima di quella persona che ha varcato la soglia  dell’eternità. Quella persona era una donna e si chiamava Carmen. Il prete ha fatto una bellissima omelia, di poche parole ma eloquenti. Mi è rimasta impressa una frase:
“Oggi abbiamo accompagnato noi Carmen nell’ultimo suo viaggio, domani ci saranno altri che accompagneranno noi.”
So che è una riflessione un po’ triste, ma è opportuna. È vero, quando cadiamo nei peccati o nelle semplici imperfezioni, non pensiamo veramente che anche noi un giorno saremo dentro una bara e che qualcun altro celebrerà il nostro funerale. Come ho detto spesso noi cristiani, dovremmo vedere nella nostra morte, il dies natalis, il vero natale della vita vera.
Chissà dove sei, o anima! Mi domandavo, mentre come un’onda il ricordo di papà lambiva la mia mente. E ho pregato anche per lui. Il libro letto recentemente sulla testimonianza d Maria Simma, mi ha ricordato che le anime del Purgatorio sono potenti presso Dio, così ho domandato a quell’anima che era appena uscita dal corpo, di ottenermi una grazia. Se me l’avesse ottenuta, io mi sarei ricordata di lei e avrei offerto ogni giorno un sacrificio in suo suffragio. Ci crederete o no, dopo la santa Messa mi sono fermata a pregare un po’, mi ha raggiunto una persona che conosco e ha parlato proprio della grazia che avevo chiesto. Non mi conosce così tanto bene da poter toccare tale argomento. Il nostro rapporto si limitava ad un ciao e basta. Oggi, ha toccato quel discorso e accennato ad una soluzione concreta alla grazia chiesta segretamente a quell’anima. Incredibile!

mercoledì 8 maggio 2013

Sofferenza


Che fatica in questi ultimi giorni! Il corpo non risponde più! Il tempo varia ogni giorno ed è come se il mio cuore si schiantasse. Nell'altro blog ho fatto alcune riflessioni sul libretto che ho letto ultimamente di Maria Simma. È stato una grande fonte di riflessione. La vita eterna è una realtà su cui riflettere ogni giorno. Non lo si fa abbastanza, si teme. Non dovrebbe essere così, ci dovrebbe incoraggiare. Un argomento toccato nel libro è la sofferenza delle anime purganti. È una sofferenza dolce perché sanno che è necessaria. Non che non sia rigorosa, tuttavia si sottopongono ad essa volentieri, in quanto sanno che ottiene loro la visione beatifica completa di Dio. Quindi soffrono volentieri, con speranza. Dovremmo vivere la sofferenza terrena tenendo conto di questa prospettiva. Offrire le sofferenze, convinti che servano per la visione futura, completa, di Dio. Ecco la chiave. Bisogna avere tanta fede, certo, ma i segnali della presenza di Dio nella nostra vita talvolta sono evidenti. Siamo noi a non volerli vedere, perché abbiamo paura degli impegni che essa comporta. Mi accompagna questo pensiero in tale sofferenza del corpo... Come il gladiatore nell' arena, bisogna combattere, non lasciare che il corpo comandi se è in nostro potere! Non perché non bisogna curarlo, ma se gli dessimo tutto il potere, ci priverebbe delle bellissime gioie della vita, nascoste nelle piccole cose. Al contrario se lo curiamo troppo, siamo talmente distratti da lui e non possiamo ammirarle.

sabato 4 maggio 2013

Maggio



Oggi è una giornata bellissima. La luce dorata del sole bagna i palazzi, si riflette sullo specchio del mare, rimbalza sulle foglie color smeraldo. L'aria primaverile è splendida. Stamattina sono andata alla chiesa di sant'Anna. Ho pensato di offrire alla Madonna i classici fioretti. I fioretti sono i petali che comporranno la rosa da offrire a Maria il 31 maggio, festa della Visitazione. Bisogna ritornare a queste tradizioni. Alcuni pensano che la modernità e il cambiamento dello stile dell'uomo, abbiano svuotato del vero significato ciò che, un tempo, era basilare. I fioretti, i piccoli sacrifici sembrano essere stati ingoiati dal tempo, eppure sarebbe una pratica importantissima quanto meno educante. Attraverso l'esercizio dello spirito nel compiere piccoli atti che possono comportare dei sacrifici, lo spirito si fortifica e si rende idoneo a sostenere le battaglie più cruente e difficili. Se sarà allenato, riuscirà a vincere, ma se la battaglia lo troverà impreparato, sarà più propenso a soccombere a qualsiasi nemico e a cadere nella sua trappola.

A tale scopo ho ideato alcuni bigliettini in cui ho scritto delle pratiche. Ogni giorno ne pescherò uno e m'impegnerò a praticarlo per tutto il giorno. Ho notato infatti, che quando si apre la Bibbia o un libro sacro a caso, esce quello che Dio ha pensato per noi o, se gli abbiamo posto una domanda, attraverso quel versetto o brano, intende risponderci. Lì per lì, forse, non comprendiamo pienamente ciò che vuole comunicarci, ma il tempo farà il resto ed esplicherà quello che pareva incomprensibile.

giovedì 2 maggio 2013

Silenzio


Ieri è stato un giorno un po’ movimentato: sono andata a messa dalle Carmelitane e, passando per il castello, ho sentito delle urla. In un primo momento, ho pensato che fosse la solita lite fra donne, com’era capitato qualche giorno prima poco discosto da lì e che, comunque, si era fermata allo scambio di parole offensive, ma, avvicinandomi, ho notato, o almeno così sembrava, che si stessero picchiando. Mmmm… sembrava… ho attraversato per vederle bene di fronte e avere quindi la possibilità di poter dire chiaramente quello che accadeva in caso avessi chiamato la polizia. Davvero! Se le davano di santa ragione! Di solito sono gli uomini che vanno subito alle mani! Meno male che un uomo mi aveva preceduto nel chiamare i poliziotti e, quindi, queste hanno desistito nella lotta e permesso a me di  andare dove stavo andando. Cominciamo bene… 
Nonostante queste premesse, la giornata si è svolta tranquillamente. Non c’era un sole splendido come qualche domenica fa in cui si poteva ammirare tutta la costa ligure, però almeno aveva osato fare capolino, spuntare con la sua luce in quel cielo lattiginoso, dove talvolta andava ancora a rifugiarsi. È caldo adesso. In giardino sono sbocciate tutte le rose e basta un maglione per stare bene.
Sì, desidero andare a messa, continuo a pregare ma non sento più nulla. Il mio cuore è nella pace assoluta, ma se dovessi affermare che la sento principalmente al momento della Messa o ancor più al momento della Comunione, mentirei. Nulla, più nulla, come se fosse un’altra persona ad andare a Messa, a pregare il Rosario e l’Ufficio. Un’altra persona, non io. È odioso, il mio cuore cerca Dio ugualmente, ma Egli è avvolto nel silenzio più assoluto, più profondo. Che cosa ne sarà di me? Eppure, come ho già raccontato, il mio cuore è rimasto fedele a Lui, non desidera altro, ma non sente nulla: è come se attorno a lui si sia fatto deserto. Mi piace la natura, ma quando lo cerco nel suo volto, non sento la sua presenza. Non più. Dove sei? Come emergere da questo vischioso lago, dove non sento nemmeno le mie parole?

lunedì 29 aprile 2013

Per il centro storico


Ieri pomeriggio, verso le tre, sono andata a fare una passeggiata in centro: obiettivo, comprare l'auricolare per il cellulare. Prima sono andata a Sottoripa. Non c'era tanta gente in giro, il tempo teneva ancora. Qualche turista passeggiava dirigendosi verso il porto antico, gremito di bancarelle. Prima delle quattro, avevo già terminato la mia missione: l'auricolare funzionava perfettamente. Mi sono diretta verso Brignole passando per via san Lorenzo. Là c'era sicuramente molta più gente. Quanti turisti quest'anno! Davanti alla chiesa c'era il solito uomo o ragazzo, vestito da frate che levitava! È uno che offre lo schow della levitazione. Ci sarà pure qualche trucco! Tutte le sante domeniche, alcune p
ersone, raggruppate davanti a lui, estasiate, cercano di scoprire il modo con cui rimane in levitazione. Invano. Lui non parla, sta solo lì, e basta. La gente lo guarda e poi, paga dello spettacolo, va avanti. In via XX Settembre, invece, c'era poca gente. Camminavo in fretta. Oggi era la giornata della stranezza...
Dopo aver fatto un salto in un grande negozio di Brignole alla ricerca di un cavo USB che poi non era quello giusto, sono passata per Circonvallazione a Monte. Verso san Nicola ecco uno con i semi-  trampoli... Mah, era proprio il giorno delle stranezze!!!
Sono rientrata verso le cinque e qualcosa, in tempo: ha cominciato a piovere a dirotto... E secondo voi, che tempo farà oggi??? Pioggia, che domande!

domenica 28 aprile 2013

Giornate di pioggia intensa

Giornate di pioggia intensa… Il cielo è cupo e non ha intenzione di far uscire il sole. Sono giornate strane, caratterizzate da un po’ di sonnolenza e di lotta con il proprio io. Di mattina facevo una fatica enorme ad alzarmi: sveglia alle 6.45, per andare a messa nella chiesa di sant’Anna. Ho deciso di andare a sant’Anna per fare una piccola passeggiata e poi, detto fra noi, è una chiesetta tranquilla, in cui l’atmosfera induce al raccoglimento. Prego molto per capire la volontà di Dio nella mia vita. Non è una cosa così semplice. Si sono aperte numerose strade ed io non sono in grado di sceglierne una. Una cosa però l’ho scoperta. In passato avevo considerato il giorn
o in cui mi ero legata al Signore, un giorno in cui in fondo avevo coronato il mio sogno. Meditavo spesso sulla sua autenticità, però, da una parte, qualche volta, lo consideravo come un gesto inevitabile. Non era così, me ne accorgo adesso: il giorno in cui avrei dovuto unirmi totalmente e definitivamente al Signore, si è frantumato spandendo i vetri per ogni dove, in modo doloroso, che ferisce, ma la sostanza è rimasta. Rimango fedele a quella promessa, anche se le occasioni per infrangerle non mancano. Talvolta il silenzio di Dio colpisce il mio cuore che attende il messaggio che cambierà finalmente la sua vita, in modo definitivo. È importante impegnarsi nel compiere la volontà di Dio che, sì, è un progetto concreto da svolgere ma, sostanzialmente rimane il vivere l’amore pienamente. È il modo che muta, però il messaggio è quello. “Prima o poi si farà sentire” mi ha detto qualcuno, ma per adesso è un silenzio spettrale. Nel frattempo, ho deciso di scrivere un libro. Interessante, vero? La mia passione è sempre stata quella di scrivere. Scrivevo fin da quando avevo sette anni. Ricordo il primo diario. Vedevo mia sorella scrivere il suo, per cui volevo tentare l’impresa anch’io. Mia sorella m’incoraggiò e scelsi un quaderno di Braccio di Ferro. Alcune vignette campeggiavano sulla copertina. Qualche volta ho ripreso quel diario e l’ho riletto. La scrittura era acerba, intervallata da disegnini. Le espressioni erano ricopiate da mia sorella, invero, che era un po’ il mio modello, essendo più grande di me di cinque anni. Lei leggeva quello che scriveva nel suo ed io riproducevo nel mio… Interessante, vero? Eppure è stato un bellissimo esercizio che mi ha aiutato nel tempo: infatti, sembrava che avessi più predisposizione per i numeri, tuttavia amavo molto leggere. M’immergevo nella lettura di ogni libro, tanti dei quali sono rimasti nella mia memoria e hanno formato il mio modo di pensare e  valutare le cose. I libri sono strumenti molto importanti. Questo mi riporta alla mente a un episodio letto su un libro intitolato “La casa di tutti”. Non era certo un racconto. Non ricordo chi era l’autore, so che era un prete che aveva meditato parecchio sulla morte, anche in seguito alla sua visione, certificata dalla Chiesa, della mamma morta. In questo libro aveva meditato sulla grande responsabilità di chi scrive racconti non ortodossi: molti di coloro che hanno letto questi, al momento della morte, erano andati in Purgatorio o all’Inferno, a causa della loro prevaricazione. Colui che scrive deve stare molto attento al contenuto del suo libro, dovrà poi scontare i suoi errori nell’aldilà.