domenica 21 luglio 2013

La sabbia

Cammino, e nel silenzio del mio cuore sento nascere la pace: il verde degli alberi, la bellezza della creazione, il respiro del mare, l'imponenza delle montagne mi riportano a Colui che ha creato tutto ciò. Sento la gioia pulsare all'unisono con il mio cuore ed è una gioia imperitura che nessuno potrà mai turbare. Non importa se le persone ti stimano o non ti apprezzano per le tue idee, bisogna avere il coraggio anche di andare contro corrente, di sostenere, nonostante la derisione, quello in cui credi. Le persone, le opinioni passano, come il tempo: sono come sabbia stretta nel pugno, più la stringi più scivola e sfugge alla tua presa. E mi viene da riflettere su come avevano concepito l'orologio gli antichi: la clessidra. Leggera sabbia che scorre... Proprio in questo momento mi viene in mente il gesto di Gesù quando i farisei volevano condannare una donna a morte perché sorpresa in adulterio. Egli scrisse sulla sabbia. È rimasto un gesto emblematico, senza interpretazioni definitive da parte della Chiesa. Tutto ciò che si scrive sulla sabbia è destinato a cancellarsi: il vento, l'acqua del mare, trasportano i granelli, cancellando, modificando il terreno, l'aspetto del paesaggio. La sabbia rappresenta benissimo il tempo. Il tempo cancella ogni cosa, modella gli animi...Tutto ciò che noi vediamo è soggetto a corruzione, al mutamento, eppure il nostro cuore anela all'eternità, è creato per l'eternità.
“Il nostro cuore non ha pace, se non riposa in Te” esclamava sant'Agostino. Verissimo. La nostra esperienza si basa su cose soggette alla corruzione, compresi i nostri affetti più cari. Tutto ciò che vive nel tempo è soggetto a corruzione. Allora, per ottenere la vera pace, la vera gioia, bisogna che il cuore si fondi su qualcosa di stabile, di eterno, solamente allora si farà esperienza di eternità, di stabilità, altrimenti saremmo in balia del tempo, dei dispiaceri, delle delusioni, del parere delle persone.