sabato 19 ottobre 2013

Giornate così...

Oggi è una giornata nuvolosa, bigia. Si sta avvicinando a grandi passi il mese di novembre, il mese dei morti. Speravo che venisse anche il freddo, non so per quale motivo mi piacciono molto l'inverno e la pioggia. Quelle giornate bigie che intristiscono molta gente, nel mio cuore, creano un'atmosfera bellissima di protezione, attesa e gioia. Strano ma così. Non ho ancora ricevuto risposta per il lavoro da quell'anziano: siccome ci sono molte persone che si occupano del caso, la faccenda è slittata oltremodo. Forse è stato meglio così, altrimenti non avrei cercato oltre e invece ho mandato tanti altri curricula tramite internet: mi ha risposto un'azienda che risiede vicino a dove abito e per un posto niente male. Vedremo cosa accadrà, non posso aspettare in eterno una risposta per sole due ore al giorno.
A parte questo nella mia mente s'affollano mille pensieri. Talvolta quando esco, mi sfiorano la mente, giocano con lei, la riportano ad un tempo andato. Non ho così tanta nostalgia da voler rivivere il mio passato, sono contenta dell'età che vivo e, in queste riflessioni, mi ritrovo piena di ottimismo, senza smarrimento, rimpianti. Tuttavia, nonostante questa serenità di fondo, alcune volte ritorno al passato e, tutto ad un tratto, mi ritrovo in un futuro strano, intriso di meditazioni profonde che conducono il mio cuore ad interrogarsi sulle grandi domande della vita.
Ieri ho visto A., una mia cara amica del passato che ho ritrovato in questo presente strano, intrigante e allettante. Lei, indubbiamente, fa rivivere i ricordi del passato, abbiamo riso come una volta, ritrovato parole che ci hanno avvolto come un balsamo delizioso e tonificante. Non abbiamo fatto grandi cose, ma sono stati momenti che oserei definire magici.
Tali attimi sono stati accompagnati dalla presenza costante di mio padre, una presenza ovviamente invisibile, ma piena di pace e gioia...
Ultimamente infatti spesso mi viene in mente il cimitero, il pensiero che la vita su questa terra non è eterna ma è un attimo, un soffio. La Bibbia la definiva come il fiore di campo che spunta al mattino e avvizzisce la sera. Sì, è un attimo, un respiro che si perde nel tempo... Eppure l'immagine del cimitero mi rimanda all'icona dell'eternità della vita e m'ispira fiducia, desiderio di raggiungerla presto, sebbene con un po' di timore... Riflessioni profonde allora attanagliano il mio cuore... Mio papà ha già fatto questo salto verso l'eternità...