lunedì 18 aprile 2016

Primavera


Oggi la scuola è chiusa per via delle elezioni. Un po' di riposo , uno studio  più rilassato, in un tempo  più disteso. C'è un profumo delizioso nell'aria, di primavera,  è il profumo dei fiori. Questa settimana sarà comunque impegnativa: lavorerò tutti i pomeriggi. C'è un vento terribile  che spazza via tutte le nuvole dal cielo. È rimasto un cielo privo di nuvole, azzurro che lascia intendere la gioia e la pace delle domeniche tranquille primaverili. Passerà veloce questo tempo, tornerà il tempo degli esami e finirà quello della preparazione. Intanto sono riuscita anche a leggere un libro che una mia collega mi ha imprestato. Un libro bellissimo pieno di emozioni e soprattutto racconta di una storia realmente accaduta. Quando finirò di leggerla sicuramente rifletterò su di essa e ne parlerò anche qui. È una storia piena di emozioni, di attualità. Infatti tratta dell'integrazione di due bambini etiopi adottati dalla famiglia e quindi racconta con coinvolgimento le difficoltà che la famiglia dovrà incontrare e superare. Racconta però anche le gioie, le emozioni , sia dei  bambini che di tutta la famiglia. Questo racconto coinvolge perché racconta di una storia vera. Domanda, interpella,  chiede di coinvolgere la vita, la mia vita in modo concreto.

domenica 17 aprile 2016

Ed eccomi

Ed eccomi nuovamente dopo tanto tempo in questo blog. Posso dire di essere super impegnata tra lo studio, il lavoro... non è semplice coniugare tutti gli impegni. Una certa parte della giornata l'impiego nella preghiera: messa, Lodi, Rosario, Vespri. Purtroppo recita le preghiere o assisto alla Santa Messa in modo abbastanza distratto. Tutto questo mio malgrado. Vorrei partecipare di più, attivamente alla Santa Messa. Tante volte mi ritrovo a pensare ad altro. La mia mente vola, penso al mio lavoro, a quello che dovrò proporre ai miei alunni. E non sono contenta. Vorrei e chiedo una vita spirituale più intensa. Quello che volevo cambiare maggiormente nella mia vita spirituale, era la presenza soprattutto della meditazione. Sono convinta che senza la meditazione, la mia vita attiva cristiana non riesci ad ingranare. Per tale motivo ho sentito maggiormente l'esigenza di impiegare parte del mio tempo alla meditazione. Il sacerdote che mi ha confessato la scorsa settimana, mi aveva proposto di segnare, di scrivere il mio impegno sulla carta. Dapprima ho trovato un po' di difficoltà a impegnarmi, ma poi tutto è diventato più naturale, e sono riuscita quasi ogni giorno a segnare la mia meditazione, o almeno la parte più importante di questa.
Incredibilmente mi sono resa conto che riuscivo a farlo, non toglievo il nulla né allo studio né al lavoro. Appurare questo per me era molto importante. Lo studio serve per i concorsi e il programma è molto ampio, non posso perdere tempo. La cosa che mi manca di più è che mi fa sentire meglio quando la faccio, è questa: scrivere nel mio blog. Ho trovato anche a questo un'alternativa: io parlo, il cellulare scrive. Certo, non è la stessa cosa. Il fatto di scrivere è tutta un'altra cosa. Puoi rileggere quello che hai pensato, ritrattare, riscrivere. In mancanza di altro però è meglio così , almeno i miei blog non rimangono in bianco ed il mio desiderio di scrivere rimane in parte soddisfatto. Speriamo che concorsi vadano a buon fine e così finalmente riesco a trovare un punto fermo nella mia vita, in modo che possa dedicarla anche agli altri senza più pensare al mio sostentamento.

domenica 7 febbraio 2016

Eccomi...

È da molto che non scrivo più ma ho avuto molto da fare: due concorsi da preparare e il lavoro. Sono capitate molte cose, quanta fatica! Se ci ripenso...
Non è ancora finita, ma spero che adesso sia un poco più facile. 
A fine settembre ho accettato l'incarico di una supplenza inizialmente breve, di circa un mese, in una quinta di scuola primaria. Stavo praticamente riprendendo un ciclo che avevo lasciato tempo fa. È curioso: quando anelavo a lavorare nuovamente nella scuola primaria, sono finita con i bimbi della primavera, e quando desideravo riprendere con i bambini della scuola dell'infanzia, sono finita con quelli della primaria. Davvero curioso! Il modo di fare di Dio è sorprendente e alquanto imprevedibile. Ho accettato l'incarico e ho pensato che Dio desiderasse questo per venire incontro alla mia salute. In effetti la scuola primaria mi ha fatto prendere di meno il raffreddore: i bambini sono più attenti a non starnutirti addosso e comunque non sono come i piccoli che si devono coccolare e rassicurare.
Agli inizi l'incarico pareva abbastanza facile e non mi sembrava vero. Le quinte sono sempre molto particolari, gli ormoni cominciano a circolare e il carattere dei ragazzi cambia leggermente. Poi gli orari: purtroppo quelli molto difficili da seguire riguardo alla mia malattia...
Forse a causa della confidenza che è nata o dei problemi insorti negli ultimi tempi nella sua vita, un ragazzino ha cominciato a fare cose strane. Per me è diventato davvero pesante, talvolta umiliante. In questo clima di pesantezza e di difficoltà, sono riuscita ugualmente ad andare a R. per il 4 novembre per fare lo scritto del concorso. Mi ha giovato il fatto che c'era il ponte del 2 novembre. Sono riuscita a riposarmi, inoltre sono riuscita a prenotare una stanza singola in un istituto di suore. Per cui quel giorno ci sono arrivata abbastanza riposata. Il 4 novembre ho fatto la prova: hanno fatto svolgere sia la preselettiva che il tema, dicendoci che se non avessimo superato la preselettiva (somministrata dopo un tema di tre ore), non avrebbero neanche guardato il tema. La prova era difficile, però trattava di argomenti inerenti alla legislatura, alla didattica e pedagogia. Bisognava sapere alcune leggi a memoria! Tuttavia è andata: sono uscita convinta di non essere passata... Invece poi la sorpresa: con poco ma sono passata! L'ho saputo il 29 dicembre per caso ?

I  giorni dopo il ritorno da R., sono stati un po' più leggeri a scuola ma poi, verso il 15 dicembre la situazione è capitolata. Si è fatta ancora più pesante, tra vari problemi che non hanno coinvolto me direttamente e che, per ovvi motivi di riservatezza, non posso raccontare. Coincideva con l'uscita inconsapevole delle due date degli esami: quello di P. era per il 4 febbraio. Non sapevo di aver passato anche quello di R., ma il fatto dell'inasprirsi delle difficoltà e della stanchezza, mi hanno fatto decidere di non rinnovare più la supplenza e porvi finalmente fine. Era diventata una situazione insostenibile: perché sottostare a quello stress quando avrei potuto porle fine e il mio mandato sarebbe scaduto il 24 dicembre? Il 29 dicembre ho saputo ufficialmente di aver passato anche quello di R. Non so perché il buon Dio l'ha permesso, visto poi come è andata... Un mese intenso di ripasso, di fatiche... di lavoro... Già, perché nel frattempo proprio il 28 dicembre, mi è arrivata la convocazione di una supplenza in una scuola vicino a casa: riguardava una cattedra di potenziamento. Sicura che non ci sarebbero state più chiamate, consapevole che forse sarebbe stato un lavoro più leggero, ho accettato, ho provato a mandare i miei documenti e alla fine mi hanno accettato e ha avuto inizio il mio nuovo lavoro, in un ambiente sicuramente più sereno e tranquillo. 

Pochi giorni fa, quindi, ho dato le preselettive di P. e l'orale di R. Riguardo a R, avevo però, una strana e spiacevole sensazione, una paura paralizzante, come se dovesse accadere chissà che cosa. Non mi era nemmeno successo in quello statale e durante la maturità ci ero andata molto serenamente. Sentivo che per me sarebbe stato difficilissimo. Così è stato: stanchissima, dopo tante notti in bianco, soprattutto dopo l'esame di P, sono andata a dare l'orale con la consapevolezza di non avere la forza nemmeno di spiegarmi, con uno scoglio enorme davanti a me da superare, emotivamente e fisicamente. Ho avuto una reazione molto curiosa e insolita... Risultato: all'esame di R. non sono passata, mentre in quello di P, presenti tantissime candidate, ho passato le preselettive posizionandomi tra le prime 130 su 400 che avevano fatto meglio delle 1500... Adesso continuerò il mio incarico statale alla S. e a studiare per questo concorso... Speriamo in un clima di minor stanchezza!

sabato 4 luglio 2015

Estate

Si stanno susseguendo giornate molto luminose e calde. Un torrente di sole accende lo specchio del mare, i monti ancora verdi, le case colorate.
Sono in vacanza dal primo luglio e mi sto dedicando più intensamente alla preghiera. Amo unirmi al Signore in preghiera. Gli sto chiedendo di svelarmi la sua volontà sulla mia vita. Non è un percorso facile leggere fra le sue righe, tuttavia è entusiasmante. Dio ha una fantasia che mi incanta. La pace che dona al mio cuore, mi basta e nutro la curiosità di vedere che cosa ha in mente. Lo amo più di tutta la mia vita, questa è la mia unica certezza ed è questa sola che voglio coltivare con impegno.
Sono convinta che mi stia chiedendo qualcosa, ma non ho chiaro ancora cosa e come concretizzarlo.


Ieri, finalmente, sono andata per la prima volta al mare. L'acqua era calda e si stava divinamente...

giovedì 16 aprile 2015

Fede


Avere fede, in questo periodo, è davvero difficile. Sto passando un momento molto drammatico, tutte le porte si sono chiuse ed io vedo il mio futuro molto buio. Anche l'anno scorso ho trascorso una situazione simile.... poi tutto ad un tratto si sono aperte tutte le strade contemporaneamente... e a un momento di stasi e buio totale ne è succeduto un altro senza riposo, frenetico... Ma adesso, tutto si è oscurato... tutto... In un attimo sono cascata nel buio totale, l'angoscia ha invaso il mio cuore... Eppure, ci crederete o no, nonostante i prognostici avversi e le prospettive limitate, si è aperto uno spiraglio e il mio cuore si è spalancato alla speranza.
È il potere della fede che non permette di cadere nello sconforto o addirittura nella disperazione totale. Non ha il potere di semplificare le cose, anzi... Si sono complicate a dismisura! Eppure ha il potere di accendere una luce nel buio più totale, di donare la speranza dell'attesa anche quando sembra che tutto sia piombato nell'oscurità e non esista più sbocco. Non è poco questo!

domenica 29 marzo 2015

29 marzo

Carissimo papà, ciao! Oggi è il 29 marzo, un giorno importante, un giorno triste e lieto insieme. Certamente, è screziato di dolore: il ricordo della telefonata ricevuta quella mattina rimbomba, come i battiti accelerati in quell'istante in cui ricevetti la notizia della tua morte. Molti dicono per consolarsi che “la morte fa parte della vita”, ma non è propriamente vero. Non sei mai preparato a ricevere una tale notizia e ti accorgi palesemente che la morte non fa parte della vita. Il ricordo di quella telefonata è come l'onda sulla rena: agli inizi spumeggia, sembra scompigliare la sabbia, ma poi la sua melodia e l'ordine che ha lasciato, riportano alla pace e alla tranquillità che rivela l'essenza profonda di questo passaggio che l'anima è costretta a fare: la morte o meglio, trapasso.
Già, ricordo oltre a quei momenti e alla sofferenza della notizia dolorosa, il tempo della pace, la gioia e la certezza di una vita eterna che ti aveva accolto. Avevi fatto quel passo importante... Oh tu sai, papà, la paura degli anni precedenti solamente all'idea che perdessi un genitore! Era una paura forte che in seguito mi ha assolutamente convinto, quando ho vissuto i momenti di pace che sono successi dopo la tua dipartita, che veramente esisteva una vita eterna e che per misericordia di Dio, avevo la forza, la tranquillità e la gioia di superare quei momenti. Ancora una volta, tu hai voluto superare il burrone prima di me, per poi potermi tendere la mano e sorridermi dicendomi di non aver timore che le braccia di Dio erano paterne e misericordiose...
La tua vicinanza che seguì il tuo trapasso fu veramente impressionante e mi facesti capire che solo chi ha fede può sperimentare questo legame con le persone care e che la morte era solamente un passaggio, il passaggio ad un'eternità che contava più di tutto il resto. So di per certo che sei passato per il Purgatorio, però la tua anima era salva! Il tuo abbraccio superava il tempo e lo spazio, dimostrandomi che solo l'amore contava. Hai squarciato i cieli per me, mi hai fatto intravedere la vita eterna e la desidero, ogni giorno di più...
Allora papà, arrivederci, questo è stato il tuo dies natalis: aspettami, e quando giungerà il mio momento, stammi vicino e tendimi la mano... come hai sempre fatto in vita...
Arrivederci...

mercoledì 11 marzo 2015

Sensazioni


Sono strane le varie sensazioni che emergono quando si sente un odore, un suono, una voce, una parola... La parola "ricordo", d'altronde, è eloquente. Il nostro cuore vibra due volte, si sfiora leggermente una corda e riscopriamo nel presente un qualcosa che in passato ci ha suscitato delle sensazioni. Stamattina la solitudine, il suono della campana e il canto degli uccellini hanno risvegliato in me sensazioni particolari, sopite nel tempo. Sentimenti di gioia e tranquillità.